tens of thousands besiege the presidential palace



06/12/2012 09:08
EGITTO
L’esercito egiziano schiera i carri armati. Scontri tra democratici e islamisti: 5 morti e 350 feriti
Sale la tensione dopo l’intensificarsi delle violenze fuori dal palazzo presidenziale. Lanci di pietre e bombe molotov tra sostenitori di Morsi e giovani democratici. I leader dell’opposizione accusano i Fratelli musulmani di aver fomentato i disordini. Il 4 dicembre era iniziata la “marcia dell’ultimo avvertimento”, contro la dittatura degli islamisti.
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Il Cairo (AsiaNews/Agenzie) - L'esercito egiziano schiera quattro carri armati e tre blindati fuori dal palazzo presidenziale, dopo la morte di cinque persone e il ferimento di almeno altre 350 nei violenti scontri di ieri sera tra democratici e islamisti. La tensione resta alta, e ancora questa mattina nelle strade del Cairo si registrano esplosioni e attacchi tra le due fazioni, con lanci di pietre e bombe molotov. I leader dell'opposizione accusano i sostenitori del presidente Mohamed Morsi di aver fomentato le violenze e attaccato per primi i manifestanti pacifici, che da due giorni protestano per dire no "alla dittatura dei Fratelli musulmani e a una Costituzione scritta dagli islamisti".
Il 4 dicembre scorso decine di migliaia di persone hanno lanciato la "marcia dell'ultimo avvertimento", partita dalle moschee di Rabaa al-Adawaya (Nasr) e di el-Nour (Abassya) e diretta al palazzo presidenziale di Heliopolis. Per fermare i democratici, i sostenitori del presidente Morsi hanno organizzato un corteo intorno all'edificio per difendere il proprio leader. Le proteste sono degenerate, fino al culmine di violenza raggiunto nella serata di ieri.
Per il momento, le forze dell'ordine hanno arrestato 32 persone. Intanto, le proteste si sono diffuse anche in altre città egiziane, e gli uffici dei Fratelli musulmani di Ismailia e Suez sarebbero stati attaccati.
L'opposizione chiede a Morsi di annullare le leggi che gli conferiscono pieno potere (legislativo, esecutivo e giudiziario) in questa fase di transizione, e di rivedere la Costituzione provvisoria, scritta dagli islamisti. Intanto, diversi giudici della Corte costituzionale hanno messo in discussione l'operato di Morsi, e minacciano di boicottare il referendum costituzionale del prossimo 15 dicembre. Fino a quel giorno, gli islamisti si sono detti "decisi" a bloccare qualunque azione contraria. Se la nuova Carta dovesse vincere, l'Egitto potrebbe trasformarsi in uno Stato confessionale, basato non sui principi della sharia, ma su precise norme coraniche. 

MARCIA ULTIMO AVVERTIMENTO
04/12/2012 17:20
EGITTO
Il Cairo, decine di migliaia assediano il palazzo presidenziale. Morsi fugge per sicurezza
Cariche della polizia per tenere lontano i manifestanti. Il bilancio è di 18 feriti non gravi. Giovani, leader dei partiti democratici, membri delle istituzioni, sono giunti da tutte le parti del Cairo e da altre zone del Paese per la "marcia dell'ultimo avvertimento". Obiettivo: costringere il presidente a un passo indietro. Si rompe il fronte comune dei giudici per il boicottaggio del referendum.

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Il Cairo (AsiaNews) - Decine di migliaia di persone si sono scontrate con la guardia repubblicana davanti al palazzo presidenziale, nelle violenze sono rimaste ferite 18 persone, nessuna in modo grave. Fonti vicine alla presidenza affermano che Mohamed Morsi avrebbe abbadonato per sicurezza la sua residenza. Ieri, partiti democratici e membri delle istituzioni hanno chiamato all'adunata generale contro il presidente e il referendum sulla costituzione provvisoria scritta solo dagli islamisti. La "marcia dell'ultimo avvertimento" è partita oggi alle 17 (ora locale) dalla moschea di Rabaa al-Adawaya, nel quartiere di Nasr, e dalla moschea di el-Nour ad Abassya, dirigendosi verso il palazzo presidenziale di Heliopolis, per mostrare ai Fratelli musulmani che almeno il 50% della popolazione non è con loro. Le immagini trasmesse in diretta dal network al-Jazeera, ma solo nella versione in arabo, mostrano decine di migliaia di persone accalcate davanti al palazzo.  Un'altra manifestazione è stata allestita in piazza Tahrir, divenuta ormai uno dei luoghi simbolo delle proteste democratiche degli egiziani. 
Le forze dell'ordine temono scontri, anche armati, fra democratici e islamisti. Ieri, Nasr Abdelsalam, storico leader della Al-Gamaa Al-Islamiya ha lanciato un appello ai giovani leader delle proteste di evitare in tutti i modi manifestazioni violente. I capo islamico ha fatto un esplicito riferimenti alla Chiesa copta, ortodossa e cattolica, affinché controlli lo svolgersi pacifico delle manifestazioni, senza attacchi a palazzi, case, auto o persone. 
I primi a proporre una nuova grande manifestazione in contrasto con quella organizzata dagli islamisti a Giza lo scorso 1 dicembre sono stati i membri del National Salvation Front, gruppo che raccoglie tutti i leader dei partiti laici di opposizione. Fra essi vi sono anche i due ex candidati alle presidenziali Amr Moussa e Hamdeen Sabbahi, e Mohamed el-Baradei, premio Nobel per la pace ed ex capo dell'Agenzia internazionale per il nucleare. "L'Assemblea costituente è illegittima - afferma Hussein Abdel-Ghani, portavoce del gruppo - essa ha prodotto una costituzione sfigurata, che ha escluso le donne, i cristiani, i lavoratori e gli intellettuali. In modo pacifico, faremo tutto ciò che è in nostro potere per evitare questo nuovo assalto degli islamisti alle istituzioni del Paese". I leader fanno notare che gli islamisti hanno sempre mentito approfittando della situazione di caos. Alla vigilia delle elezioni presidenziali di giugno, dopo la vittoria di Giustizia e Libertà alle parlamentari di gennaio, lo stesso Morsi aveva garantito che i Fratelli Musulmani non avrebbero presentato alcun candidato per evitare di monopolizzare il potere. Poche settimane dopo presentò fra le critiche la sua candidatura, sottolineando però che la sua sarebbe stata solo una carica di mera rappresentanza, proprio per servire al meglio i cittadini egiziani. Oggi detiene tutti i tre i poteri: esecutivo, legislativo e giudiziario.
Intanto, l'adesione di un sindacato dei giudici alle scelte del presidente rompe il fronte compatto per il boicottaggio del referendum costituzionale del 15 dicembre. Oggi, Talaat Ibrahim Mohamed Abdullah, attuale capo della Corte di cassazione ed ex vice presidente della Corte costituzionale vicino ai Fratelli musulmani, ha annunciato che i giudici hanno terminato lo sciopero. Molti di loro collaboreranno con le autorità per preparare il Paese al voto. (S.C.)


12/05/2012 10:39
EGYPT
Cairo, tens of thousands besiege the presidential palace. Morsi flees for safety
Police charges to keep away the demonstrators. 18 people suffer minor injuries. Youth, leaders of the democratic parties, members of the institutions, have come from all over Cairo and other parts of the country for the "last warning march." Objective: To force the president to step down. Judges united front for a boycott of the referendum is broken.

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Cairo (AsiaNews) - Tens of thousands of people clashed with the Republican Guard in front of the presidential palace, 18 people were injured in the violence, none seriously. Sources close to the presidency said that Mohamed Morsi has left his residence for security reasons. Yesterday, members of democratic parties and institutions called for a general manifestation against the president and the referendum on the interim constitution written only by Islamists. The "last warning march " started at 17 (local time) from the mosque of al-Rabaa Adawaya, in the district of Nasr, and the mosque of el-Nour in Abassya, heading towards the presidential palace in Heliopolis, to show Muslim Brotherhood that at least 50% of the population is not with them. The images broadcast by al-Jazeera, but only in the Arabic version, show tens of thousands of people gathered in front of the building. Another demonstration was staged in Tahrir Square, which has become one of the symbols of the democratic protests of Egyptians.
The police fear clashes, perhaps even armed, between democrats and Islamists. Yesterday, Nasr Abdelsalam, historic leader of Al-Gamaa Al-Islamiya launched an appeal to the young leaders of the protests to avoid violent demonstrations in every possible way. The Islamic leader has made an explicit reference to the Coptic Church, Orthodox and Catholic, to control the unfolding of peaceful demonstrations, avoiding attacks on buildings, houses, cars or people.
The first to propose a new demonstration in contrast to the one organized by Islamists in Cairo last December 1 were members of the National Salvation Front, a group that brings together all the leaders of opposition secular parties. Among them are the two former presidential candidates Amr Moussa and Hamdeen Sabbahi, and Mohamed el-Baradei, the Nobel Peace Laureate and former head of the International Nuclear Agency. "The Constituent Assembly is illegal - said Hussein Abdel-Ghani, a spokesman for the group - it produced a distorted constitution, which excludes women, Christians, workers and intellectuals. In a peaceful way, we will do all that is in our power to avoid this new onslaught of Islamist institutions in the country. " The leaders point out that the Islamists have always lied taking advantage of the chaos. On the eve of presidential elections in June, after the victory of the Justice and Freedom party in January parliamentary elections, Morsi had ensured that the Muslim Brotherhood would not submit any candidate to avoid monopolizing power. A few weeks later amid heavy criticism he presented in his candidacy, while stressing that his office would only be a mere representation, to better serve the citizens of Egypt. Currently he holds all three powers: executive, legislative and judicial.

Meanwhile, membership of a trade union of judges chosen by the president have broken their united front for the boycott of the constitutional referendum of 15 December. Today, Talaat Mohamed Ibrahim Abdullah, the current head of the Supreme Court and former Vice President of the Constitutional Court close to the Muslim Brotherhood, announced that the judges have ended the strike. Many of them will work with the authorities to prepare the country for the vote.
(S.C.)


IL NUOVO DITTATORE
23/11/2012 13:23
EGITTO
Morsi è il nuovo dittatore dell'Egitto. Chiesa cattolica: "Il Paese è in serio pericolo"
Il presidente assume su di sé il potere legislativo, esecutivo e giudiziario. Licenziato il procuratore generale Abdel Meguid Mahmoud, troppo vicino al regime di Mubarak. Portavoce della Chiesa cattolica teme l'applicazione reale della sharia e un Paese dominato dalla "minoranza" islamista. Protestano i giovani di Piazza Tahrir.
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Il Cairo (AsiaNews) - "L'Egitto è in grave pericolo, i Fratelli musulmani ormai hanno sotto di se tutti i poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Nessuno ora potrà fermarli". È quanto afferma ad AsiaNews p. Rafic Greiche, che definisce le recenti leggi costituzionali emendate dal presidente "una mossa per blindare il potere di Fratelli musulmani e salafiti".  Secondo il sacerdote i Fratelli musulmani stanno seguendo un piano preciso e per rendere l'Egitto un Paese basato sulla sharia.
La polarizzazione dell'Egitto emerge dalle manifestazioni in corso oggi al Cairo. Davanti alla sede del Partito Libertà e Giustizia migliaia di islamisti stanno festeggiando la "vittoria" di Morsi su coloro che sono contrari alla sharia. In piazza Tahrir si stanno radunando centinaia di giovani dei movimenti democratici per ricordare il massacro di Mohamed Mahmoud street e lanciare un appello a tutti gli egiziani per una nuova rivoluzione contro lo strapotere dei Fratelli musulmani.
 Con un colpo di mano, Mohamed Morsi ha emendato ieri una serie di decreti costituzionali che pongono il presidente al di sopra di qualsiasi corte giudiziaria, compresa quella costituzionale. Grazie a tale una legge, i decreti non sono appellabili da nessun organo dello Stato.
Come paravento il presidente egiziano ha sponsorizzato il provvedimento che riapre i processi contro i funzionari di polizia responsabili di violenze contro i dimostranti nelle proteste di piazza Tahrir e aumenta i sussidi alle famiglie dei martiri della rivoluzione. Secondo p. Greiche essa è servita per distrarre l'opinione pubblica dai reali intenti del leader islamista. Gli altri decreti proteggono il dissolto Consiglio della Shura dal vizio di incostituzionalità e pongono sotto l'autorità del presidente il potere di sciogliere l'Assemblea costituente dominata dagli islamisti. "Morsi ha atteso che liberali e cristiani abbandonassero i loro seggi - spiega il sacerdote - in questo modo solo gli islamisti scriveranno la Costituzione e nessuno potrà fermarli". "L'unica arma - continua - è votare 'no' al referendum costituzionale. Tuttavia, il 40% della popolazione è povera e vive nelle zone rurali, dove gli islamisti raccolgono la maggioranza dei consensi, perché comprano i voti dando in cambio sacchi di grano, carne, riso". P. Greiche nota che "ora il partito più acclamato dagli egiziani è quello liberale, in caso di elezione prenderebbe la maggioranza dei voti. Gli islamisti sono invece la minoranza e non vogliono andare a nuove elezioni".  
In molti si chiedono come il leader dei Fratelli musulmani sia riuscito in pochi mesi a raccogliere un tale potere, per una carica che in principio a suo stesso dire doveva essere di pura rappresentanza. Con il pretesto di difendere gli ideali della rivoluzione dei Gelsomini, da giugno Morsi ha sostituito in sordina tutti i giudici dell'era Mubarak, con persone a lui fedeli. L'ultimo in ordine di tempo è Abdel Meguid Mahmoud, procuratore generale della Corte di cassazione, grande avversario di Morsi che da mesi tentava di sciogliere l'Assemblea costituente dominata dagli islamisti. Al suo posto, il nuovo "rais" egiziano ha posto Talaat Ibrahim Mohamed Abdullah, ex vice presidente della Corte costituzionale vicino ai Fratelli musulmani.
Sui giornali egiziani, molti leader liberali, ma anche gente comune hanno criticato con ferocia il comportamento del presidente. Mohamed el-Baradei, ex presidente dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ed ex candidato alla presidenza, afferma che "Morsi ha usurpato tutti i poteri dello Stato e si è autoincoronato nuovo faraone d'Egitto. Un duro colpo per la rivoluzione che potrebbe avere in futuro gravi conseguenze", fra tutte uno scontro fra moderati e islamisti.
Oggi pomeriggio, gruppi di manifestanti anti-islamisti hanno appiccato il fuoco alle sedi del Partito Libertà e Giustizia di Ismailiya, Suez e Port Said. Ad Alessandria sono avvenuti invece scontri violenti fra giovani dei partiti democratici e Fratelli musulmani. (S.C.)


11/23/2012 17:16
EGYPT
For Catholic Church, Morsi, Egypt's new dictator, puts country in "grave danger"
The president has taken over legislative, executive and judicial powers. Egypt's Attorney General Abdel Meguid Mahmoud is dismissed because too closely associated with the Mubarak regime. The spokesman for the Catholic Church fears the application of Sharia law in a country dominated by an Islamist minority. Young protesters take to Tahrir Square.

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Cairo (AsiaNews) - "Egypt is in grave danger. The Muslim Brotherhood now controls all powers: legislative, executive and judiciary. No one can stop them," told Fr Rafic Greiche AsiaNews. The president's recent constitutional amendments are "a move to give the Muslim Brotherhood and the Salafists a stranglehold over power." For the clergyman, the Muslim Brotherhood is following a precise plan to place Egypt under Sharia.
Egypt's polarisation was evident toady in Cairo's streets as demonstrations got underway. In front of the headquarters of the Justice and Freedom, thousands of Islamists celebrated Morsi's "victory" over Sharia opponents.
Pro-democracy supporters gathered instead in Tahrir Square to commemorate the massacre of Mohamed Mahmoud Street and appeal to all Egyptians for a new revolution against the Muslim Brotherhood's stranglehold.
With the stroke of a pen, President Morsi changed the constitution by decree, placing his office above the courts, including the constitutional court. A law in June made all declarations, laws and decrees issued by the president final and binding and beyond the challenge of any state institution.
As a pacifier, the Egyptian president has a proposed to reopen trials against police officials involved in violence against Tahrir Square protesters. He also increased subsidies to the martyrs of the revolution.
According to Fr Greiche, the Islamist leader wants to distract public opinion from his real goal. Other decrees protect the now dissolved Shura Council from challenges of unconstitutionality, and place in his hands the power to dissolve the Islamist-dominated constituent assembly.
"Morsi waited for liberals and Christians to leave their seats so that only Islamists would be able to draft the constitution and no one will stop them," the priest said. "The only way is to vote No at the constitutional referendum. However, 40 per cent of the people are poor, living in rural areas, where Islamists are strong because they buy votes by giving in exchange bags of grain, meat and rice."
However, "Now the party that gets the most vocal support is the liberal party. In case of elections, it would win a majority of votes. Islamists are a minority and do not want a new poll," Fr Greiche said.
Now many are asking how the Muslim Brotherhood leader could centralised so much power in an office that in his own words was merely representative.
Claiming he was defending the ideals of the Jasmine Revolution, Morsi replaced all justices and judges appointed under Mubarak with his cronies. The last holdout was Attorney General Abdel Meguid Mahmoud, a Morsi opponent, who had been trying for months to dissolve the Islamist-dominated constituent assembly. In his place, Egypt's new strongman pickled Talaat Ibrahim Mohamed Abdullah, a former vice president of the constitutional court close to the Muslim Brotherhood.
In the Egyptian press, many liberals slammed the president for his action as did many ordinary citizens.
For Mohamed el-Baradei, former president of the International Atomic Energy Agency and a former presidential candidate, "Morsi today usurped all state powers and appointed himself Egypt's new pharaoh. A major blow to the revolution that could have dire consequences."
This afternoon, anti-Islamist demonstrators set fire to the offices of the Justice and Freedom party in Ismailiya, Suez and Port Said.
In Alexandria, violent clashes broke out between young pro-democracy party activists and the Muslim Brotherhood. (S.C.)

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See also

 


Blitz di Fratelli musulmani e salafiti: la sharia è la principale fonte del diritto


29/11/2012 16:04
EGITTO
Blitz di Fratelli musulmani e salafiti: la sharia è la principale fonte del diritto
Votato in tempo record l'art. 2 della nuova costituzione che subordina il diritto ai dettami precisi del Corano. L'Assemblea ha votato nonostante il boicottaggio dei partiti liberali, Chiesa copta ortodossa e altri realtà della società civile. Alla seduta erano presenti solo 85 membri su 100.

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Il Cairo (AsiaNews) - In un tempo record, l'Assemblea costituente egiziana dominata dagli islamisti approva l'art. 2 della bozza della nuova costituzione. La sharia sarà la fonte principale del diritto. Alla seduta erano presenti solo 85 membri su 100. Assenti la maggior parte dei delegati dei partiti democratici e i rappresentanti della Chiesa copta ortodossa e cattolica. I vertici dell'Assemblea hanno rimpiazzato solo 11 dei 30 seggi destinati ai partiti laici. Nelle scorse settimane essi avevano boicottato l'assemblea accusata di non rappresentare in modo equilibrato la società egiziana. Nei prossimi giorni i delegati voteranno i restanti 232 articoli del nuovo testo. 
Iniziata questa mattina, la votazione si è tenuta in un clima di forte tensione. Ieri centinaia di migliaia di persone hanno invaso le principali piazze del Paese per protestare contro il presidente Mohamed Morsi e i Fratelli Musulmani.  
Con una mossa a sorpresa, il leader islamista ha assunto poteri straordinari fra cui quello di sciogliere l'organo costituente, sostituendosi alla Corte costituzionale, rimasta una delle poche istituzioni libere dall'egemonia degli estremisti islamici. 
A tutt'oggi i salafiti e i Fratelli musulmani, usciti vittoriosi dalle elezioni parlamentari terminate lo scorso gennaio, erano riusciti a modificare il primo articolo della costituzione aggiungendo la parola "shura" - termine utilizzato nel Corano per definire gli organi consultivi - nella parte in cui si fa riferimento al fondamento democratico del Paese. La modifica dell'art. 2 con l'esplicito riferimento giuridico ai detti coranici segna una svolta nel Paese e mette in pericolo la cospicua minoranza copta cristiana, che rappresenta circa il 10% della popolazione egiziana, la libertà di espressione e di costume. Nella predente costituzione la sharia era menzionata, ma i giudici dovevano solo attenersi ai principi delle legge coranica.
Fonti di AsiaNews, spiegano che nel nuovo art. 2 i principi sono stati sostituiti dai detti coranici. In questo modo l'Egitto si allontana da una visione più moderna del diritto avvicinandosi a quella di molte monarchie del Golfo, ad esempio l'Arabia Saudita. "Se la Costituzione passerà il referendum in programma nei prossimi mesi - affermano le fonti - un uomo adulto potrà sposare una bambina di 6 anni, oppure avere più mogli. Alle donne verrà imposto il velo. I cristiani rischiano di non poter professare la loro fede liberamente". 
Intanto, sale tensione per la grande manifestazione organizzata da Fratelli Musulmani e salafiti a sostegno del presidente Morsi che, a detta degli islamisti, dovrebbe raccogliere milioni di persone. Il ministero degli Interni ha aumentato le misure di sicurezza per impedire scontri con eventuali proteste organizzate dai movimenti laici, protagonisti delle dimostrazioni di questi giorni e di diversi attacchi contro le sedi del partito Giustizia e Libertà (Fratelli Musulmani). (S.C.) 


11/29/2012 18:56
EGYPT
Blitz of the Muslim Brotherhood and Salafists: Sharia is the main source of law
Art. 2 of the new constitution voted in record time, it subordinates the law to the exact dictates of the dictates of the Koran. The House voted despite the boycott of the liberal parties, the Coptic Orthodox Church and other realities of civil society. The session was attended by only 85 members out of 100.

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http://www.asianews.it/files/img/size2/EGITTO_ (f) _1129_-_Costituzione.jpgCairo (AsiaNews) - In record time, the Egyptian Constituent Assembly dominated by Islamists has approved Art. 2 of the draft constitution. Sharia is the main source of law. The session was attended by only 85 members out of 100. Absent most of the delegates of the democratic parties and representatives of the Coptic Orthodox and Catholic Churches. The leadership of the Assembly have replaced only 11 of the 30 seats allocated to secular parties. In recent weeks the latter had boycotted the Assembly, accusing it of failing to represent Egyptian society in a balanced way. In the coming days, the delegates will vote on the remaining 232 articles of the new text.
Begun this morning, the voting took place in an atmosphere of high tension. Yesterday, hundreds of thousands of people took to the main streets of the country to protest against President Mohamed Morsi and the Muslim Brotherhood.
In a surprise move, the Islamist leader has assumed extraordinary powers including the right to dissolve the constituent body, himself replacing the Constitutional Court, which has remained one of the few institutions free from the hegemony of Islamic extremists.
To date, the Salafis and the Muslim Brotherhood, who emerged victorious from the parliamentary elections which ended last January, have been able to change the first article of the constitution by adding the word "shura" - a term used in the Qur'an to establish advisory bodies - in the part referring to the democratic foundation of the country. The amendment to Art.2 with the explicit juridical reference to Koranic law marks a turning point in the country and threatens the large Coptic Christian minority, which accounts for about 10% of the Egyptian population, and also threatens freedom of expression and of dress. In the previous constitution, Sharia was mentioned, but judges were supposed only to adhere to the principles of Islamic law.
AsiaNews sources explained that in the new Art. 2, the principles have been replaced by the sayings of the Koran. In this way, Egypt is moving away from a more modern view of law and closer to that of many Gulf monarchies, such as Saudi Arabia. "If the Constitution passes the referendum planned for the coming months - sources said - a grown man can marry a girl of 6 years, or have several wives. Women will be forced to wear the veil. Christians are in danger of not being able to practice their faith freely."
Meanwhile, tensions rise for the big event organized by the Muslim Brotherhood and Salafis in support of President Morsi that, according to the Islamists, should gather millions of people. The Ministry of Interior has increased security measures to prevent any clashes with protests organized by the secular movements, the protagonists of the demonstrations of these days and of several attacks against the headquarters of the Justice and Freedom Party (Muslim Brotherhood). (SC)
See also : 11/28/2012 EGYPT
The new revolution of the Egyptian youth against the "neo-dictator" Mohamed Morsi

03/12/2012 14:04
EGITTO
Egitto, sciopera la Corte costituzionale. Gli islamisti minacciano i giudici
I tribunali protestano contro il presidente Morsi e la nuova Costituzione basata sulla sharia islamica. Centinaia di estremisti islamici bloccano da ieri l'ingresso del palazzo della Corte costituzionale, lanciando slogan contro i giudici. Portavoce della Chiesa cattolica: l'Alta Corte è l'ultimo baluardo legale per frenare il potere degli estremisti islamici.

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Il Cairo (AsiaNews) - Scioperano da ieri i giudici dell'Alta corte egiziana contro le "pressioni e le minacce" dei sostenitori del presidente islamista Mohamed Morsi, accusato di voler imporre a tutti i costi una costituzione basata sulla sharia. Per i giudici, Fratelli musulmani e salafiti hanno creato un clima di tensione che non consente alla Corte di esaminare la validità della bozza costituzionale votata lo scorso 30 novembre e quella delle leggi che danno pieni poteri al presidente durante questa fase di transizione. Da ieri, centinaia di sostenitori di Morsi stazionano davanti alla sede dell'Alta corte, impendendo ai giudici di entrare nei loro uffici. Secondo fonti locali, i funzionari sono riusciti a passare solo con l'aiuto delle forze di sicurezza.
Per p. Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica egiziana, questi giorni sono "cruciali per la storia del Paese", con un un confronto sempre duro fra islamisti e forze laiche e democratiche. Dopo la manifestazione dello scorso 1mo dicembre, di oltre 300mila sostenitori del presidente Morsi, domani i partiti democratici hanno annunciato una marcia verso il palazzo presidenziale. Secondo i media locali, si attendono centinaia di migliaia di persone. Alla protesta parteciperanno anche membri delle istituzioni contrarie all'egemonia di Fratelli Musulmani e Salafiti, accusati di aver assunto con l'inganno il controllo su tutti i poteri: esecutivo, legislativo e giudiziario.
"Fin dai primi giorni del suo mandato - afferma p. Greiche - Morsi ha dato il via a una scandalosa delegittimazione del sistema giudiziario, soprattutto nei confronti dei giudici della Corte costituzionale accusati di essere troppo vicini al vecchio regime di Mubarak e di minare i valori della Rivoluzione dei gelsomini". "La prima frattura - continua - risale al giorno del suo insediamento quando ha parlato in veste ufficiale davanti a suoi sostenitori ancora prima di giurare davanti all'Alta corte. Pur sottolineando più volte che avrebbe rispettato tale autorità, in questi mesi egli ha sempre contestato il giudizio del tribunale". Per il sacerdote, Morsi ha fatto di tutto per favorire il suo partito, aiutanto la salita al potere di funzionari legati ai Fratelli Musulmani e infine attribuendosi poteri che lo pongono al di sopra della legge. Secondo le nuove norme varate il 22 novembre, Morsi è l'unico che può apporre modifiche o annullare la bozza costituzionale e sciogliere il parlamento.
"I giudici - spiega p. Greiche - stanno lottando contro il tempo per costringere il presidente e suoi seguaci a fare un passo indietro. Anche se diversi funzionari sono membri dei Fratelli Musulmani, la maggior parte è contraria allo strapotere degli islamisti, che ormai controllano ogni istituzione. Da oltre quattro giorni, i funzionari hanno bloccato tutte le sedute nei tribunali nazionali e minacciano di invalidare il referendum del prossimo 15 dicembre".
A scatenare l'ira degli islamisti è stato proprio l'atteggiamento di diversi giudici della Corte costituzionale. I funzionari hanno messo in discussione la legittimità delle azioni del presidente, annunciando ieri lo scioglimento del Senato, dopo quello della Camera e della prima Assemblea costituente. Ciò ha spinto Fratelli Musulmani e Salafiti ad approvare in tempi record la bozza della nuova costituzione. Il documento è già stato consegnato nelle mani del presidente, nonostante la votazione sia avvenuta senza i partiti democratici e i rappresentanti della Chiesa copta ortodossa e cattolica, che a fine ottobre hanno boicottato in massa l'Assemblea, sperando in un intervento dell'Alta corte. Gli islamisti mirano a bloccare qualunque azione fino al prossimo 15 dicembre quando si terrà il referendum per approvare la nuova Costituzione.
In un comunicato stampa diffuso ieri, Morsi ha promesso che cederà parte dei suoi poteri una volta approvata la costituzione. Se vincerà il sì l'Egitto potrebbe però trasformarsi in uno Stato confessionale, basato non più sui principi della sharia, come ai tempi di Mubarak, ma su precise norme coraniche. Il potere di verificare in ultima istanza la validità di una sentenza potrebbe passare dalle mani della magistratura a quelle degli imam. Oltre ad aver aggiunto riferimenti espliciti alla legge islamica, Fratelli musulmani e salafiti hanno inserito molte norme confuse sulla sicurezza dello Stato e dei cittadini, che rischiano in futuro di legittimare azioni autoritarie o impopolari. L'art. 30 ad esempio garantisce la protezione dei cittadini e allo stesso tempo consente alla polizia ispezioni anche senza mandato in caso di particolari situazioni, ma non specifica quali. L'art. 43 tutela la libertà e la costruzione di edifici di culto, ma non vi è alcun riferimento a leggi o norme in materia.


12/03/2012. EGYPT
Constitutional court goes on strike as Islamists threaten judges
Courts protest against President Morsi and his Sharia-based constitution. Hundreds of Muslim extremists besiege the Supreme Court building, shouting slogans against the judges. The constitutional court is the last legal rampart that can stop the power of Muslim extremists.

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Cairo (AsiaNews) - Egyptian constitutional court judges went on strike yesterday against "pressures and threats from supporters of Islamist president Mohamed al-Morsi, who has been accused of trying to impose a Sharia-based constitution. For the judges, the Muslim Brotherhood and Salafists have created tensions that are preventing the Supreme Constitutional Court from examining the constitution adopted on 30 November and the decrees that give the president full powers in this period of transition. Since yesterday, Morsi supporters have besieged the Supreme Constitutional Court, preventing judges from entering their offices. According to local sources, the judges were able to enter the building only with the assistance of security forces.
For Fr Rafic Greiche, spokesman for the Egyptian Catholic Church, these are "crucial days in the country's history," given the increasingly bitter confrontation between Islamists and secular and pro-democracy forces.
Following Saturday's rally of more than 300,000 supporters of President Morsi, pro-democracy parties have announced a march on the presidential palace for tomorrow.
According to local media, hundreds of thousands of people are expected. Members of groups opposed to the hegemony of the Muslim Brotherhood and Salafists, who are accused of tricking their way into taking over all powers: executive, legislative and judicial.
"From the first days of his mandate, Morsi began an outrageous process of delegitimisation of the legal system, especially against the judges of the Constitutional Court, accused of being too cosy with the old Mubarak regime and of undermining the values of the Jasmine revolution."
"The first break came the day of his inauguration when he spoke to his supporters in his official capacity even before he took the oath of office before the Supreme Constitutional Court. Although he stated several times that he would respect that institution, in the last few months he has challenged the court's rulings."
For the clergyman, Morsi has done everything to favour his party, helping officials connected with the Muslim Brotherhood get ahead, and taking powers above the law. Under the new decrees enacted on 22 November, only Morsi can change or cancel the draft constitution and dissolve parliament.
"The judges are fighting against time to force the president and his followers to take a step back," Fr Greiche explained. "Even though some officials are members of the Muslim Brotherhood, most are against an Islamist stranglehold. The latter control every institution now. For four days, officials have blocked all court hearings and threatened to annul the referendum on 15 December."
Islamists were particularly angered by the attitude of various judges of the Constitutional Court when they questioned the legitimacy of the president's actions and announced yesterday the dissolution of the Senate, after that of the lower house and before that of the constituent assembly.
The judges pushed the Muslim Brotherhood and Salafists to put the new constitution on a fast track for approval. A draft proposal is already before the president, despite the fact that the vote was conducted without the presence of pro-democracy parties and representatives of the Coptic Orthodox and Catholic Church, who began boycotting the assembly in late October hoping for an action by the constitutional court. Now Islamists want to stop any action until the referendum on the new constitution is held on 15 December.
In a press release, Morsi has pledged that he would give up some of his powers once the constitution is approved. If the yes camp wins, Egypt will became a confessional state, no longer based on Shariatic principles, as was the case under Mubarak, but on precise Qur'anic rules. The power to decide the validity of a sentence could thus go from judges to Muslim scholars.
In addition to adding explicit references to Islamic law, the Muslim Brotherhood and Salafists have also a number of confused articles on state and its citizens' security of the, which could be used to legitimate authoritarian or unpopular actions.
Article 30 for examples guarantees protection to citizens but also the right of police to conduct inspection without a warrant in particular situations; however, it does not define the latter.
Article 43 protects freedom of religion and the construction of places of worship but it does not refer to laws or rules.