Dio pUò benedirvi tutti

massone fariseo salafita satanista sono senza patria! la loro casa è l'inferno
o noi seguiamo la nostra mente, che ama realizzare i suoi scopi di lussuria e possesso, oppure, noi realizziamo dolorosamente una gerarchia di valori autenticamente spirituali perché eterni ed universali!
sto acquisendo nuove informazioni sulla natura, il compito, e l'esito finale del ministero Unius REI, ed io non ho buone notizie per i criminali nel mondo e per i miei nemici! [ io sono Unius REI e la mia storia: è sigillata dalla Parola di Dio! CONOSCERE ME STESSO: MI PORTA SEMPRE PIù A CONOSCERE DIO: E PARTE DEL SUO MISTERO: ALMENO in QUELLA PARTE, DEL SUO MISTERO, CHE è PROIETTATA NEI CONFRONTI DELLA SUA CREAZIONE TRIDIMENSIONALE! ma, per non lasciare, con la bocca asciutta qualcuno, io posso dire che, la umiltà in Dio è qualcosa di infinitamente  scandaloso! Circa, quelli che vanno dicendo che non c'è giustizia in Dio, tutti loro sono stati predestinati all'inferno! e la giustizia di Dio si manifesterà in coloro, che hanno saputo crederla: (in FEDE ed in opposizione alla psiche umana), con il sopravvivere ad eventi disastrosi e calamitosi, su scala globale! PERCHé, TUTTI QUELLI CHE NON SANNO CREDERE NELLA GIUSTIZIA DI DIO, IN QUELLE CIRCOSTANZE MUOIONO! [ my JHWH, io non dovrei leggere la PArola di Dio Bibbia! ] anche se sembra che, Dio non si curi di realizzare la giustizia sulla terra: QUESTA, in realtà, è UNA TRAPPOLA.

SALMAN assassino ONU sharia genocidio ai dhimmi cristiani, ecc... ] ma cosa tu vai cianciando? prendi esempio dallo IRAN! tu sei totalmente pieno di satana, perché, come uno schiavo, tu sei totalmente pieno dei soldi che hai comprato da Rothschild, pure, ad interesse! TU SEI LA TROIA DI SATANA ROTHSCHILD BAAL ALLAH spa AKBAR IL GUFO! e onestamente, prima di scendere all'inferno,  in questo mondo tu l'avresti avuta vinta nella tua corrotta generazione (perché la kabbalah, ti avrebbe disintegrato: con tutta la tua mafia LEGA  ARABA, fra 100 anni), ma, invece tu adesso, tu hai un problema: perché, io sono Unius REI!
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anche se non può essere teocratica: ed è laica! la monarchia di Unuis Rei è assoluta umanistica personalistica e metafisica!
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QUESTI USA CINA: HANNO LA TECNOLOGIA PER NON INQUINARE: IDROGENO RINNOVABILI, ECC.. . MA, SONO I COMPLICI PER DISTRUGGERE IL GENERE UMANO! USA CINA PRODUCOLO IL 50% DI TUTTO LO SMOG MONDIALE! QUINDI LORO DEVONO PAGARE I DANNI FATTI AL PIANETA! 'Apocalisse' smog in Cina, al nord il livello più alto al mondo
Asia. Voli cancellati, autostrade chiuse, visibilità di 500 metri al massimo. in tutto il nordest della Cina
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UE USA NATO LEGA ARABA ] sono gli unici responsabili della tragedia siriana, e per la diffusione del terrorismo islaico mondiale sharia galassia jihadista! La Germania ferma siriani alle frontiere. Lo ha annunciato il ministero dell'Interno
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SIMBOLI EBRAICO CRISTIANI NON VANNO TOCCATI! ] [ Usa: Trump è il nostro candidato, e bisogna boicottate Starbucks! Colosso caffè elimina decorazioni natalizie ] hILLARY E BUSH SONO IL SATANISMO MASSONICO USUROCRATICO: L'ANTICRISTO MAOMETTANO SHARIA.
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Benyamin Netanyahu & Barack Obama:  sono DUE BUFFONI SENZA SOVRANITà: LA LORO AUTORITà è NULLA! SONO MASSONI FARISEI USURAI CULTO E SATANISTI JABULLON GENDER DARWIN BILDENBERG IDOLO TALMUD SPA FED TRUFFA E GUFO BAAL... IO? IO NON LI RICONOSCO!  SENZA IL MIO REGNO DELLE 12 TRIBù DI ISRAELE? NON ESISTE LEGITTIMITà NELLA FALSE DEMOCRAZIE MASSONICHE SENZA SOVRANITà MONETARIA! NESSUN EBREO OGGI, HA DIRITTO DI STARE IN PALESTINA! TEL AVIV, 10 NOV - Benyamin Netanyahu ha detto a Barack Obama che Israele sarebbe interessato a discutere con gli Usa la possibilità di "annettere le Alture del Golan" alla luce della guerra civile in Siria che consente di "pensare in maniera diversa" al futuro del territorio. Lo scrive in esclusiva Haaretz dopo l'incontro di ieri tra i due alla Casa Bianca. SE TUTTI GLI EBREI NON RITORNERANNO IN PALESTINA? INCOMINCERò AD UCCIDERLI!
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QUESTI MAOMETTANI SALAFITI: SHARIA GENOCIDIO ALLAH AKBAR ONU AMNESTY: NON HANNO I REGISTRATORI ALLE TELECAMERE DEGLI AEREOPORTI: INTENZIONALMENTE: PERCHé ARABIA SAUDITA RIEMPIRà IL MONDO DI TERRORE!  ] [ MOSCA, 10 NOV - La sospensione dei voli russi in Egitto "durerà a lungo", "almeno diversi mesi": lo ha detto il capo dell'amministrazione del Cremlino, Serghiei Ivanov, spiegando che cambiamenti radicali nei sistemi di sicurezza e controllo non possono essere introdotti in un mese o due. Lo riporta la Tass.
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SATANA ROTHSCHILD SALMAN Erdogan sharia BILDENBERG MERKEL OBAMA DARWIN GENDER: NATO CIA: SI DEVONO SUICIDARE! così il male scompare dal mondo e noi non dobbiamo sostenere i costi per prevenirlo! Allarme scali Usa, rafforzare controlli
Chiesta più sorveglianza su movimenti oltre 900 mila dipendenti
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NO! CHIEDO LA DISTRUZIONE DI TUTTI I SATELLITI CON EFFETTO IMMEDIATO! MOSCA, 10 NOV - Mosca prenderà delle "contromisure" in risposta allo scudo antimissilistico Usa e "lavorerà anche sui sistemi di attacco capaci di superare qualsiasi sistema antimissilistico": lo ha detto Vladimir Putin a Sochi in una riunione del complesso militare.
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DOVE ARRIVA LA SHARIA ARRIVA IL NAZISMO! Stato di emergenza alle Maldive
Lo ha dichiarato il Presidente. Scoperto deposito esplosivi
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DOVE ARRIVA LA SHARIA ARRIVA IL NAZISMO! Il ritmo delle riforme è rallentato nell'ultimo anno in Turchia", anche per "le protratte elezioni e la continua divisione politica". Così il rapporto annuale sulla stato delle candidature Ue, presentato oggi al Parlamento europeo. La "crescente pressione sui media", è stata causa "di seria preoccupazione" e i giudici "sono stati sotto forte pressione politica"
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QUESTI COMUNISTI MASSONI IDEOLOGIA BILDENBERG AMERICANI CULTO ROTHSCHILD USURAI GENDER CI VOGLIONO ROVINARE DEFINITIVAMENTE! QUESTA OPPOSIZIONE ALLA Tap è ALTO TRADIMENTO, TAP si riaccende la polemica. Fa ancora rumore la faccenda Tap, il gasdotto che dall'Azerbaijan dovrebbe approdare a Melendugno. A riaccendere gli animi è stato l'arrivo a Bari del sottosegretario Claudio De Vincenti, che ricorda come tutte le autorizzazione ambientali siano state date, per cui "l'area di Melendugno è la più idonea". Si solleva il coro delle proteste, che da due anni si rinfocolano.
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Siria: un bisogno crescente, un'opportunità imperdibile
Sintesi: cresce il bisogno di beni di prima necessità in Siria. Aleppo è scenario di una estenuante battaglia. Le chiese sono un faro, ma il rischio cresce così come le necessità delle persone che bussano alle loro porte.
Nel week end appena trascorso i media hanno diffuso la notizia del rilascio da parte dell'ISIS di 37 persone identificate come "cristiani assiri”. E' giunta poi la conferma che facessero parte del gruppo di 253 assiri rapiti a febbraio 2015, dai 35 villaggi presi d'assalto dai miliziani dello Stato Islamico nella zona del fiume Khabur, provincia di Hassaka (Siria). Si tratta di uomini e donne sui 60 e 70 anni di età, arrivati sani e salvi alla città di Tel Tamar, secondo quanto afferma la Assyrian International News Agency (la foto è cortesia proprio della AINA).
Da Aleppo (città scenario di una battaglia campale), intanto, ci giungono notizie allarmanti da nostri collaboratori locali. Migliaia di cristiani vivono nella parte della città controllata dal governo. Sotto attacco in varie zone, le strade sono pericolose e c'è carenza di praticamente tutti i beni. "In certe aree mancano scorte di cibo. Frutta e verdura sono sparite dai mercati e dai negozi. I ristoranti sono chiusi. I benzinai in gran parte sono senza benzina. I taxi sono fermi, ma chi ha benzina e coraggio chiede prezzi esorbitanti per gli spostamenti. Niente acqua ed elettricità per lunghi periodi. Code lunghissime di persone cercano di avere qualche litro di combustibile (ndr. utile per riscaldamento). Colpi di arma da fuoco si odono qui e là. La speranza sta scomparendo nei cuori delle persone. C'è chi sta letteralmente svendendo le case acquistate con una vita di risparmi: cercano di accumulare contante così appena si libererà un varco sicuro nelle strade, lasceranno Aleppo”, ci spiega un nostro collaboratore in loco. Mentre un pastore di Tartus la cui chiesa riceve aiuti dalla nostra missione mette in luce un'altra paurosa sfaccettatura di questo conflitto: "Non siamo in una zona dove esercito e ribelli combattono, ma ci sono bande armate ovunque. Loro rapiscono e uccidono. Siccome siamo coinvolti nella distribuzione di aiuti umanitari, sanno che gestiamo viveri e beni di vario tipo. Operiamo nel pericolo di essere rapiti".
Il bisogno è grande. Porte Aperte sta consegnando pacchi di viveri a famiglie in difficoltà tramite le chiese locali, ma è impegnata anche nel distribuire medicine, offrire sussidi per l'affitto, assistenza medica, materiale per superare l'inverno, e Bibbie e di libri cristiani. Un nostro collaboratore mette in luce le opportunità evangelistiche: "Vediamo una maggiore apertura. Le persone parlano di più, sono più aperte. E' una grande opportunità di condividere la fede con loro. Dio sta facendo un'opera immensa nei cuori: sta trasformando il male in bene. Sono stupito di quanti musulmani si stiano avvicinando a Cristo”.
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New video emerges of security forces shooting terrorist charging at them with knife. Security footage shows attempted stabbing attack at at Jerusalem's Damascus Gate
https://youtu.be/30MJyQRK7og Pubblicato il 10 nov 2015 Security footage shows attempted stabbing attack at at Jerusalem's Damascus Gate.
Security camera footage emerged on Tuesday evening of a 37-year-old terrorist wielding a knife who charged two security guards at Damascus Gate in Jerusalem’s Old City earlier in the day. In the video the assailant can be seen with the knife running towards the guards and the guards rapidly responding to the attack. Police spokeswoman Luba Samri said one of the guards shot him, leaving him in critical condition. He later died of his wounds. Just before the Damascus Gate attack, a guard at a Jerusalem light rail station was accosted by two Palestinian minors, ages 12 and 13, one of who stabbed him with a knife before the guard shot and disarmed him. Source: Jpost
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Dennis Prager gave a powerful speech at Oxford University, educating the Oxford Union Society about the concept of morality and their skewed perception of Israel and Hamas.
Dennis Prager - Hamas is a Greater Obstacle to Peace Than Israel .. Pubblicato il 29 apr 2015
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The Motion: This House Believes that Hamas is a Greater Obstacle to Peace Than Israel.
ABOUT THE OXFORD UNION SOCIETY: The Union is the world's most prestigious debating society, with an unparalleled reputation for bringing international guests and speakers to Oxford. It has been established for 189 years, aiming to promote debate and discussion not just in Oxford University, but across the globe. Oxford University, who is known for their academic prowess and irrefutable reputation actually passed an absurd motion. The motion states that: “This House Believes that Hamas is a Greater Obstacle to Peace Than Israel.” The real question is: How can this even be a topic for debate? Is it debatable whether Germany or England was “more evil” during World War II? Introducing Dennis Prager to set the record straight! He unleashed truth, perception and morality on a group of people who truly needed it. Please watch the entire presentation and SHARE! https://www.youtube.com/watch?v=ZjK9U-ZVvGo
Mayor of London Boris Johnson has come to Israel for a 4-day trip and so far is having a great time, as he pushes for expanding business relations between Israel and London.
Johnson’s trip is for business purposes, as 16 tech firms came with the Mayor seeking opportunities in Israel.
The tech firms, together with the mayor, were shown some wondrous technological innovations, such as a device that let’s you experience life as a dog!
Throughout the trip, it would seem Johnson has enjoyed himself, especially as he got to ride try out a scooter.
Let’s hope this marks the development of what will become an exceptional relationship between Israel and London. Mayor of London Boris Johnson has come to Israel for a 4-day trip and so far is having a great time, as he pushes for expanding business relations between Israel and London.
Johnson’s trip is for business purposes, as 16 tech firms came with the Mayor seeking opportunities in Israel.
The tech firms, together with the mayor, were shown some wondrous technological innovations, such as a device that let’s you experience life as a dog!
Throughout the trip, it would seem Johnson has enjoyed himself, especially as he got to ride try out a scooter.
Let’s hope this marks the development of what will become an exceptional relationship between Israel and London.
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30 settembre 2015 I media intensificano gli attacchi contro la moralità.
io_e_lei(di Alfredo De Matteo) La battaglia istituzionale e politica per imporre al Paese le unioni omosessuali è solo l’obiettivo più importante di una guerra a tutto campo contro la legge naturale e divina che non tralascia alcun ambito della società civile; il più battuto è senz’altro quello culturale e massmediatico dove, con tempismo e precisione, le avanguardie rivoluzionare lanciano la loro velenosa offensiva tesa a dar man forte alle linee di combattimento più avanzate.
Il film più reclamizzato di quest’autunno, che uscirà nelle sale cinematografiche ad ottobre, narra la storia di due donne che vivono una relazione amorosa tormentata, in cui una delle due, oltre ad avere alle spalle un matrimonio fallito ed un figlio adulto che le fa da padre, ha una vita sessuale “fluida”. Tuttavia, il filo conduttore della pellicola commedia, le cui protagoniste sono interpretate da due attrici di fama internazionale come Sabrina Ferilli e Margherita Buy, sono i “sentimenti” in generale e non la relazione sessuale tra le due donne, che rimane sullo sfondo, probabilmente a sottolineare la pseudo normalità di una relazione di coppia tra persone delle stesso sesso.
La stessa regista del film ha dichiarato di essere stata molto attenta a non mostrare scene di sesso esplicito, preferendo aggirarsi tra pigiamoni e matriciane casalinghe, mentre per la Ferilli «questa normalità è il valore aggiunto, in un Paese bigotto come il nostro, che lascia per strada tutti, figurarsi chi non è normale. Togliendo la parola “sesso”, le cose sarebbero più accettabili».
Il film, malgrado la produttrice Francesca Cima tenga a precisare che Io e lei non si pone l’obiettivo di trainare ideologie né tantomeno entrare nel dibattito, ha ricevuto 500.000,00 di finanziamento pubblico da parte del Mibact ed un contributo, ancora imprecisato, da parte della Regione Lazio. D’altra parte, sono state le stesse attrici protagoniste ad ammettere candidamente che il film è politico e ad auspicare che «la politica faccia qualche passo avanti, anche attraverso un semplice film».
Anche la televisione si pone l’obiettivo di influenzare l’opinione pubblica e di riflesso le forze parlamentari attraverso una serie di trasmissioni costruite ad hoc: Il “Grande Fratello”, il noto reality in cui un gruppo di persone convive per un certo periodo dentro una casa, quest’anno ospiterà un trans. La particolarità è costituita dal fatto che tale persona è un ex novizio di un convento, il quale dopo sei anni ha abbandonato la vita religiosa; ora si sente una donna e si fa chiamare Rebecca anche se tende a precisare di aver conservato la sua fede. La cosa interessante e indicativa è che secondo l’autore del programma tale storia potrebbe servire a spiegare le ragioni umane che si celano dietro la scelta di un transgender.
Qui si potrebbe scorgere il tentativo da parte dei mass media di influenzare non solamente l’opinione pubblica ed i politici ma anche i padri sinodali che, tra le altre cose, nel prossimo sinodo dibatteranno, molto probabilmente, sulle questioni legate alla omosessualità in generale ed alle coppie omosessuali in particolare.
Non v’è alcun dubbio che si assiste ad una vera e propria escalation di attacchi da parte delle avanguardie rivoluzionarie. Da parte nostra non possiamo che rintuzzare attacco su attacco con tenacia e spirito di sacrificio, cominciando ad esempio a boicottare i film e le trasmissioni televisive che surrettiziamente vogliono propagandare, a spese della collettività, la presunta normalità della perversione morale ovvero spacciare per vero ciò che è evidentemente falso. (Alfredo De Matteo)
http://www.corrispondenzaromana.it/i-media-intensificano-gli-attacchi-contro-la-moralita/
L'Italia rantola, l'UE è il morbo. Viene spontaneo domandarsi come si possa abboccare ancora alla balla renziana della ripresa economica, perchè non c'è stata volta in cui non sia arrivata una doccia gelata proprio dopo i dati positivi snocciolati dal premier italiota.
http://it.sputniknews.com/italia/20151108/1501282/Crisi-finanziaria-in-Italia-UE.html#ixzz3r8FRqLno
BILDENBEG PRAVY SECTOR ] La domanda che non si deve fare: perché sta tornando Hitler?
10.11.2015 Sì, è di nuovo qui, in Europa. È Adolf Hitler, ridestatosi in un mattino del maggio 2011 nel centro di Berlino, nella Germania libera e unita, senza guerra, senza partito, senza Eva, ma con migliaia di stranieri e con Angela Merkel al comando… (Timur Vermes, Er ist wieder da, Bastei Lübbe Tasсhenbuch).
Olga Zinovieva, la direttrice dell`Istituto di Biografia di Alexandr Zinoviev
Inizia così il libro "Lui è tornato", dell'autore tedesco-ungherese Timur Vermes, scritto come sembra su tacita ordinazione dei tedeschi liberi, che vengono spinti, obbligati e forzati alla reviviscenza di un fascismo-2.0.
Ciò che sembra impensabile, impossibile, catastrofico si materializza di fronte ai nostri occhi. Il ritorno del fascismo e del nazismo è un cannibalsimo geopolitico, è come una pandemia che avvolge molti Paesi dell'Europa Occidentale.
http://it.sputniknews.com/opinioni/20151110/1512133/zinoviev-club-hitler-fascismo-germania.html#ixzz3r8FoxQXT
11 settembre 2001: 14 anni dopo il terrorismo islamico: LEGA ARABA, CIA MOSSAD NWO SPA FMI NWO 666 BANCHE CENTRALI TALMUD AGENDA, è molto più forte. Cari amici, 14 anni dopo l’abbattimento delle Due Torri Gemelle, dobbiamo prendere atto che il terrorismo islamico è molto più forte ed aggressivo, non solo di fronte a casa nostra, ma anche dentro casa nostra. Immaginavamo che l'11 settembre del 2001 fosse l'apice della capacità offensiva di Al Qaeda colpendo al cuore la superpotenza mondiale. Oggi dobbiamo ricrederci assistendo alla rapida ascesa e diffusione della più micidiale rete del terrorismo islamico globalizzato in Siria, Iraq, Nigeria, Yemen, Libia, Algeria, Territori palestinesi, Pakistan, Afghanistan, Indonesia, Somalia, Sudan. Parallelamente altre forze radicali islamiche legate ai Fratelli Musulmani o alla galassia dei Salafiti insidiano dall’interno il potere in Egitto, Marocco, Tunisia, Libano.
Se nel 2001 il terrorismo islamico disponeva soltanto dell'Afghanistan come base sicura in virtù dell'alleanza strategica di Al Qaeda con i Taliban, mentre l'insieme degli attentati perpetrati nei Paesi islamici e all'interno all'Occidente erano affidati a cellule che operavano segretamente, oggi i terroristi islamici controllano direttamente dei territori e li gestiscono alla stregua di autorità governativa nello “Stato islamico”, sorto a cavallo tra la Siria e l’Iraq, in Somalia, Mali, Yemen e Nigeria, così come è in grado di far pesare la sua presenza con l'arma del terrorismo in Afghanistan, Pakistan, Iraq, Libia, Siria, Egitto, Algeria e Indonesia.
Se nel 2001 l’Occidente, nel bene e nel male, sosteneva sulla sponda meridionale e orientale del Mediterraneo dei regimi autocratici sostanzialmente laici, oggi l'Occidente è ovunque schierato al fianco dei Fratelli Musulmani, nemici giurati della laicità e della democrazia sostanziale. Quei popoli, che vivevano in condizioni disagiate per il fallimento di un modello di sviluppo scimmiottato dai Paesi industrializzati, finendo per consolidare il ruolo delle moschee come vera forza di opposizione al potere delle caserme, oggi sono sprofondati in una crisi peggiore e senza speranza. L’obiettivo strategico degli islamici che assumono il potere non è il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, ma l'imposizione della sharia costi quel che costi, demonizzando i laici, sottomettendo le donne, perseguitando i cristiani e le minoranze islamiche “eretiche”, scatenando la guerra contro Israele finalizzata all'annientamento fisico degli ebrei perché prescritto dal Corano e praticato da Maometto.
Mentre nel 2001 fu l'Occidente a promuovere l'offensiva contro Al Qaeda dopo la tragedia delle Due Torri Gemelle, oggi assistiamo alla sconvolgente alleanza tra l'Occidente e il radicalismo islamico, che ha assunto il volto suadente dei Fratelli Musulmani, finendo per tradursi nella convergenza dell'interesse dei fautori della guerra santa islamica e della guerra finanziaria globalizzata. Questa alleanza la tocchiamo con mano ad esempio in Siria, dove le milizie islamiche dei Fratelli Musulmani, dei Salafiti, di Al Qaeda e persino dello “Stato islamico” dell’Isis sono sostenuti sia da Turchia, Arabia Saudita e Qatar sia da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania; così come constatiamo l'alleanza finanziaria tra le banche d'affari internazionali, gli istituti centrali di credito occidentali e i Fondi sovrani islamici nelle acquisizioni del patrimonio produttivo e immobiliare occidentale, dopo aver ridotto al lastrico gli imprenditori e gli Stati.
Contemporaneamente, dentro casa nostra, ovunque in Occidente, la presenza del radicalismo islamico cresce giorno dopo giorno tramite la fitta rete di moschee, scuole coraniche, enti assistenziali e finanziari islamici, tribunali sharaitici. E' questa la realtà dell'iceberg, della struttura sotterranea che alimenta una filiera dove, a partire dalla predicazione dell'odio, della violenza e della morte contro ebrei, cristiani, infedeli ed apostati, si culmina prima o dopo nell'eliminazione fisica del nemico di Allah o nella sua sottomissione all'islam. (Queste mie riflessioni sono tratte dal mio nuovo libro “Islam. Siamo in guerra”, che uscirà sabato 19 settembre in edicola allegato al Giornale e in libreria) di Magdi Cristiano Allam 11/09/2015  http://www.magdicristianoallam.it/blogs/verita-e-libeta/11-settembre-2001-14-anni-dopo-il-terrorismo-islamico-e-molto-piu-forte.html
Anche dall’UE confermano: “abbiamo ceduto la nostra sovranità”
15/11/2014
http://www.magdicristianoallam.it/sovranita-monetaria/
Antonio Maria Rinaldi: "Chi non vota, vota Merkel"
13/05/2014 Ecco il testo con cui la Banca Centrale Europea conferma che l’Italia potrebbe essere salvata da una banca pubblica
24/03/2014 Le Pen apprezza la scelta NO EURO di Fratelli d'Italia
11/03/2014
Georgia Meloni si propone come versione italiana della Marie Le Pen d'oltralpe e Magdi Cristiano Allam fa una requisitoria contro gli egoismi della Ue
10/03/2014 15:20:33
di ilcorrieredelleregioni.it .
Il Congresso di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale ufficializza l'uscita dell'Italia dall'euro
10/03/2014 13:17:18
di Io amo l'Italia
Al Congresso di Fratelli d’Italia a Fiuggi è stata tracciata la linea di separazione tra chi è per l’euro e chi è per una moneta sovrana italiana
10/03/2014 08:38:16
di Magdi Cristiano Allam
Contro il dissesto idrogeologico subito un piano per la messa in sicurezza del territorio nazionale
03/02/2014 07:51:41
di Magdi Cristiano Allam
La lezione del Gold Standard, il sistema di cambio fisso della valuta all’oro, ci dice che solo uscendo dall’euro rinascerà la nostra economia
06/01/2014 09:02:59
di Stefano Di Francesco
RIDATECI LA NOSTRA MONETA NAZIONALE! - Al sesto anno della crisi, il Pil aumenta e la disoccupazione diminuisce negli Usa, Giappone e Gran Bretagna perché hanno la sovranità monetaria, invece in Italia per colpa dell’euro la situazione peggiora
21/12/2013 17:54:20
di Stefano Di Francesco
Saccomanni mente sulla fine della recessione: vuole indurre gli italiani a spendere qualche euro in più per le feste natalizie?
12/12/2013 10:59:34
di Stefano Di Francesco
Il debito privato di famiglie e imprese è fondamentale per la crescita e l’occupazione, a condizione che sia lo Stato a emettere moneta a credito
12/12/2013 07:58:56
di Stefano Di Francesco
Ha davvero senso morire per l’Euro?
11/12/2013 14:27:48
di Giuseppe De Lorenzo
Addio all'euro, prove tecniche nell'europarlamento
11/12/2013 09:27:49
di Andrea Morigi
UE: A Bruxelles il fronte italiano "NO EURO"
11/12/2013 09:09:24
di SDB .
Magdi Cristiano Allam dona al Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz i libri degli economisti Bagnai e Rinaldi: “L’Europa rispetti il No Euro”
10/12/2013 17:34:33
di Io amo l'Italia
Economisti anti-euro al Parlamento europeo: "Moneta unica è morta"
10/12/2013 13:51:56
di TMNews _
Secondo Letta gli antieuropeisti sarebbero “miopi” perché difendono la sovranità nazionale e costruirebbero “solo macerie” perché non si rassegnano agli Stati Uniti d’Europa
10/12/2013 12:03:59
di Magdi Cristiano Allam
Crisi: Allam, via dall'euro per salvare economia italiana
09/12/2013 14:05:12
di Ansa .
Elezioni Europee 2014: Grillo, Salvini e Allam avviano la campagna del No Euro
http://www.magdicristianoallam.it/sovranita-monetaria/

10/11/2015 INDIA
Karnataka, le violenze per l’anniversario del sultano di Mysore minacciano la comunità cristiana
di Nirmala Carvalho
Oggi ricorre il 265mo anniversario della nascita del sultano Tipu, uno dei più grandi governatori dell’Asia del sud. Un leader del gruppo indù Vhp ucciso durante gli scontri con gli agenti, intervenuti a dividere gli indù dagli attivisti islamici. Il sultano si è macchiato di violenze contro indù e cristiani. Attivista cristiano: “Tra due gruppi estremisti che scendono in piazza, a rischio è la minoranza cristiana”.
10/11/2015 THAILANDIA
Vescovo thai: la Giornata dei diritti umani ci riavvicini a Dio attraverso la cura del creato
di Philip Banchong Chaiyara*
La Chiesa cattolica ha organizzato l’evento del 15 novembre insieme alla Caritas e alla Commissione di giustizia e pace. Secondo mons. Banchong Chaiyara, presidente della Commissione, salvaguardare i diritti umani significa rispondere all’appello di papa Francesco nei confronti del clima e dei rapporti umani: “Noi cattolici possiamo essere una forza di cambiamento”.    10/11/2015 SINGAPORE
Arcivescovo di Singapore: Il compito comune delle fedi è proteggere la terra, fonte di vita
In occasione della festività indù di Deepavali mons. Goh sottolinea come ambiente ed ecologia siano un terreno comune per il dialogo fra le fedi. Egli richiama il legame di “unità” nella natura fra umano e divino e l’uso “sostenibile” delle risorse naturali. E invita a “ripensare” i legami in un’epoca di “individualismo”.
10/11/2015 VATICANO - ITALIA
Papa a Prato: combattere “il cancro della corruzione, dello sfruttamento umano e lavorativo”
“Nasca in noi una rinnovata passione missionaria” che spinga a “uscire”, a “camminare per i sentieri accidentati di oggi”, a creare una comunità accogliente, “contrastando la cultura dell’indifferenza e dello scarto”. In piazza una bandiera cinese, testimonianza di una comunità di 20mila persone che vive e lavora nella città toscana. Francesco ha ricordato l’incendio che due anni fa provocò la morte di cinque uomini e due donne: “una tragedia dello sfruttamento e delle condizioni inumane di vita”.     10/11/2015 VIETNAM
Ho Chi Minh City, attivisti cattolici fermati e picchiati dalla polizia
Tran Minh Nhat e Chu Manh Son erano viaggio dalla ex Saigon nei loro villaggi di origine, negli Altipiani centrali. Gli agenti li hanno bloccato e malmenati con brutalità. Dietro il raid presunte violazioni ai termini di scarcerazione. Durante l’interrogatorio hanno mantenuto il silenzio, pregando invece di rispondere alle accuse.
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India Nella World Watch List 2015 l'India riporta 62 punti (55 punti nel 2013), e si trova al 21° posto (28° nel 2014). Con l'elezione di Narendra Modi, del partito fondamentalista indù Bharatiya Janata Party (BJP) alla carica di primo ministro dell'India a maggio del 2014, l'atmosfera nel paese ha preso una brutta piega. Gli induisti che attaccano musulmani e cristiani possono farlo con impunità maggiore di prima.
Fonti di persecuzione
La principale fonte di persecuzione in India è il nazionalismo religioso, mentre altri fonti di persecuzione sono l'estremismo islamico, l'antagonismo tribale, l'oppressione comunista e la corruzione organizzata.
Il nazionalismo religioso: il comportamento assertivo di tutti i tipi di organizzazioni induiste è peggiorato negli anni. Esse rivendicano l'India per l'induismo escludendo tutte le altre religioni dal paese. L'estremismo induista è di gran lunga la principale fonte di persecuzione in India. E' dichiarato, onnipresente e molto violento. A ciò si aggiunge la persecuzione scaturita da diversi altri gruppi estremisti quali: gli estremisti buddisti in Ladakh, i neo buddisti in Maharashtra e Uttar Pradesh e gli estremisti Sikh nel Punjab.
Estremismo islamico: ci sono diversi gruppi estremisti islamici che sono attivi in Jammu, Kashmir e Assam (ove recentemente Al Qaeda ha ammesso le sue attività), Gujarat e altri luoghi. Nelle regioni dove i musulmani formano la maggioranza della popolazione (per esempio Jammu e Kashmir, Bengala Occidentale) i cristiani sono perseguitati dai musulmani.
Antagonismo tribale: l'India è un insieme di diverse tribù, culture e popolazioni. Specialmente fra le tribù, i convertiti incontrano difficoltà. Ampie zone rurali sono aree tribali. Ma va rilevato che c'è un'ampia sovrapposizione di nazionalismo religioso, poiché la maggioranza delle tribù sono induiste.
Oppressione comunista: il movimento maoista in India, noto col nome di naxaliti, ha gradualmente preso le forme di un problema, recentemente difinito serio dal governo indiano. L'esistenza dei Naxaliti va vista in contrapposizione alla statica società cristalizzata nel sistema delle caste. I naxaliti controllano vaste aree negli stati più poveri (Chhattisgarh, Jharkhand, Bihar etc. - noti anche come il Corridoio Rosso) e attaccano edifici governativi e ferrovie con azioni militari. In queste zone ci sono diversi migliaia di cristiani che sono sfollati dai loro villaggi negli ultimi anni. Il numero di incidenti sulla persecuzione religiosa è ancora relativamente contenuto, i maoisti attaccano i cristiani quando li ritengono informatori della polizia.
Corruzione organizzata: la corruzione permea l'India. Se si desidera portare a termine qualsiasi cosa, è necessario pagare una tangente. Mentre sono molto rari i casi in cui la corruzione sia la causa diretta della persecuzione, l'ambiente corrotto permette ai gruppi induisti e agli ufficiali faziosi di creare una cultura di impunità, che è un problema di fondo in India.
https://www.porteaperteitalia.org/persecuzione/country_profile/3586326/
LE SPA BANCHE 666 CENTRALI NWO NATO SISTEMA MASSONICO ] FANNO EMERGERE L'ASPETTO NEGATICO DI OGNI RELIGIONE E DI OGNI ISTITUZIONE, ECCO PERCHè, NEL MONDO REGNANO DISSIMULAZiONE IPOCRISSIA E MENZOGNA!
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LE SINISTRE GENDER USUROCRATICHE PORNOCRATICHE relativiste, DISTRUGGONO LA CIVILTà UMANISTICA CRISTIANA E DISTRUGGONO identità ed ECONOMIA, poi, alle destra non resta altro da fare, in questo mare di ignoranza e degradazione morale e culturale, altro non resta, che fare fascismo e nazismo!
anche se sembra che, Dio non si curi di realizzare la giustizia sulla terra: QUESTA, in realtà, è UNA TRAPPOLA.


I nostri fratelli però non sono in vacanza. Viaggiano perché costretti da un'invasione che li vorrebbe vedere sparire totalmente sulle polverose vie dell'Iraq settentrionale alla ricerca di un posto più sicuro per loro e per le loro famiglie. Spaventati spesso senza una meta certa e senza più niente di ciò che apparteneva loro se non i pochi abiti che indossavano al momento della fuga. E quelli che si trovano in questa situazione possono considerarsi "fortunati" perché non sono finiti nelle mani dell'ISIS.

Oltre ai nostri pluriennali progetti di sostegno Porte Aperte sta cercando di aiutare i profughi attraverso aiuti mirati ma questo non basta.

Qual è la reazione della Chiesa nel mondo? Molti cristiani in tutto il mondo hanno pensato di reagire nel modo più forte che conoscono. Hanno pensato di rivolgersi direttamente a Dio pregando per i cristiani iracheni.

Anche Porte Aperte ha deciso di farlo insieme all'Alleanza Evangelica Italiana stiamo organizzando diversi sit-in di preghiera in varie parti di Italia sabato 23 agosto 2014. Riguardo alle iniziative italiane troverete presto maggiori informazioni sul nostro sito e su quello dell'Alleanza Evangelica. Ci vogliamo unire a migliaia di cristiani che in tutto il mondo si stringeranno in preghiera per i fratelli iracheni.
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Iraq: La persecuzione non va in vacanza… nemmeno la preghiera!
14-08-2014Iraq

Porte Aperte e l'Alleanza Evangelica Italiana stanno organizzando per sabato 23 agosto delle iniziative di preghiera e solidarietà in favore dei cristiani vittime di persecuzione a cominciare dai cristiani in Iraq.

I cristiani in Iraq stanno affrontando una dura persecuzione alla quale si aggiungono le migrazioni di massa che stanno avvenendo in tutte quelle città dove l'ISIS sta aumentando il proprio controllo in special modo nel nord e nel nord-ovest del paese. L'obiettivo di questo gruppo è molto chiaro: rendere l'Iraq uno stato islamico governato dalla Sharia.

Non ci sono più cristiani a Mossul al momento le case dei cristiani sono marcate con il simbolo N (ossia Nasrani che significa appunto cristiano in arabo). È stato detto ai cristiani di partire convertirsi all'Islam pagare una tassa per la loro protezione oppure essere uccisi. L'8 Agosto Qaraqosh la città irachena con il più alto numero di cristiani è caduta sotto il controllo dell'ISIS e moltissimi cristiani hanno dovuto abbandonare le loro case e fuggire.

Adesso in queste intense ore di bisogno vogliamo continuare a pregare e stare dalla parte dei nostri fratelli iracheni e mediorientali.

Porte Aperte e l'Alleanza Evangelica Italiana stanno organizzando per sabato 23 agosto delle iniziative di preghiera e solidarietà in favore dei cristiani vittime di persecuzione a cominciare dai cristiani in Iraq ma anche in Nigeria in Corea del Nord in Pakistan in Iran in Eritrea ecc.
I drammatici sviluppi della situazione irachena impongono di fare qualsiasi sforzo in favore dei nostri fratelli e sorelle e più in generale di tutte le vittime di persecuzione.
A Roma il sit-in di preghiera e di solidarietà si terrà sabato 23 agosto alle ore 1100 in piazza ss. Apostoli (adiacente a piazza Venezia). Altre iniziative in diverse località italiane saranno presto pubblicizzate. Unisciti a noi in preghiera per la Chiesa perseguitata! La persecuzione non va in vacanza… nemmeno la preghiera!
Porte Aperte
Alleanza Evangelica Italiana
Aggiungiamo qui sotto una serie di soggetti di preghiera per l'incontro di sabato prossimo 23 agosto 2014:
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 Iraq: una voce dall'interno
19-08-2014Iraq
Porte Aperte risponde alla grave emergenza in Iraq in vari modi grazie al vostro contributo. La nostra inviata Lydia ci racconterà cosa accade tramite post che pubblicheremo su Facebook. Ricordiamo l'evento di preghiera del 23 agosto in favore dei cristiani iracheni.

Sono più di 20 anni che Porte Aperte opera in Iraq. In questo paese sono successe così tante cose in queste due decadi che è difficile ricordarle ma una delle verità che detona in questi ultimi anni è che l'antica presenza cristiana in questa splendida regione sta progressivamente sparendo. Fino a poco tempo fa parlavamo di una drastica riduzione fino a 325.000 circa cristiani ma questi sono dati relativi a prima dell'avanzata degli estremisti dell'ISIS. Avrete tutti letto nei giornali e visto nei TG di come le case dei cristiani in alcune zone siano state marchiate con la lettera N in arabo simbolo usato dall'ISIS per indicare chi è un seguace del Nazareno ossia i cristiani.

Migliaia di cristiani fuggono lasciando tutto da Mosul Qaraqosh e altre città della pianura di Ninive; ad Ankawa un quartiere di Erbjl città del nord dell'Iraq decine di migliaia di loro sono giunti nei giorni scorsi nella speranza di sopravvivere. "La sofferenza che abbiamo visto qui è indicibile e mi obbliga a piangere mentre vistiamo le famiglie nelle tende e ascoltiamo le loro storie" ci rivela un nostro collaboratore sul campo. "Dapprima abbiamo constatato le necessità poi abbiamo messo avviato un progetto di distribuzione di beni di prima necessità pacchi contenenti cibo non deteriorabile tipo spaghetti fagioli e pesce in scatola olio per cucinare ma anche cose utili per l'igiene tipo disinfettante cerotti sapone spazzolini dentifricio ecc." ci racconta il nostro collaboratore. Questi quasi 18.000 pacchi di aiuti che dall'inizio della crisi causata dall'ISIS in questi 2 mesi abbiamo consegnato servono per una settimana a una famiglia da 5 a 7 membri (per sapere come aiutarci a consegnare questi pacchi visita la nostra sezione FAI UN REGALO). Oltre a ciò stiamo fornendo materassi acqua potabile e altro ma soprattutto presenza e supporto dei traumi.

Una nostra inviata sul campo Lydia dall'interno dell'occhio del ciclone ci invierà una serie di messaggi che pubblicheremo sul nostro account di Facebook. "Mi sono chiesta che ci faccio qui. Ma poi ho realizzato che Dio ha un proposito. Possiamo spiegare alla chiesa libera e ai nostri sostenitori ciò che accade qui e donare loro una prospettiva di tutto questo affinché loro possano aiutare migliaia di cristiani iracheni sfollati con aiuti di prima necessità. Ma possiamo anche dire a questi fratelli e sorelle iracheni che non sono soli e che persone da tutto il mondo pregano per loro" scrive Lydia mentre si trova affianco ad un piccolo campo profughi improvvisato all'ombra di una chiesa a Erbjl. Dal giorno della visita di Lydia la comunità sta cercando di riportare il sorriso negli sfollati con giochi per bambini e adulti: "Funziona! Vedo sorrisi tutto intorno a me. Anche il mio cuore si sente sollevato".

L'emergenza è grande il bisogno anche. Sabato 23 agosto in varie parti del mondo si pregherà per i cristiani iracheni e alcuni sit-in verranno organizzati anche in Italia (in collaborazione con l'Alleanza Evangelica Italiana). Unisciti a noi e segui i resoconti di Lydia dall'Iraq nel nostro account di Facebook.
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Nigeria: anche Boko Haram crea un califfato
02-09-2014Nigeria (Nord)
Boko Haram annuncia in un video la creazione di un califfato islamico in Gwoza in perfetto stile ISIS il governo nigeriano sembra incapace di arginare la sua azione. Il gruppo terroristico attacca la città di confine di Madagali e provoca esodi tra la popolazione in gran parte cristiana. I collaboratori di Porte Aperte chiedono preghiere per i cristiani che si sentono scoraggiati per l'incertezza che devono affrontare.

Il leader del gruppo terroristico Boko Haram Abubakar Shekau in un video di 52 minuti si è pubblicamente congratulato con i combattenti per la conquista della città nord-orientale di Gwoza. Ha anche dichiarato la creazione di un califfato islamico nelle città e nei villaggi conquistati nel nord-est della Nigeria sullo stile dell'ISIS in Iraq. Gli insorti hanno issato le loro bandiere su Gwoza una città di circa 265.000 abitanti nello stato di Borno all'inizio di questo mese.

"Allah ci comanda di governare Gwoza con la legge islamica. In realtà egli ci comanda di governare il resto del mondo non solo la Nigeria e ora abbiamo iniziato" afferma Abubakar Shekau nel video confermando le mire espansionistiche di questa nuova ondata di movimenti terroristici islamici.

Come reazione al video il governo ha ribadito il fatto che l'integrità e la sovranità territoriale dello stato nigeriano sono ancora intatte. Dopo aspri combattimenti intorno Gwoza circa 480 soldati nigeriani hanno attraversato il confine con il Camerun ma il governo nega che i soldati fossero in fuga. Intanto il Camerun ha ufficialmente chiuso le frontiere con la Nigeria per contenere la diffusione di Ebola. Si aggiunga a questo che la settimana scorsa un gruppo di soldati si è rifiutato di eseguire l'ordine di combattere contro i Boko Haram asserendo che i terroristi possedevano equipaggiamenti migliori dei loro.

Intanto i Boko Haram attaccano la città di Madagali (stato di Adamawa) vicino al confine con il Camerun oltre che i villaggi vicini di Sabongari e Kafin Hausa. La strategia del terrore è sempre la stessa: sparano alla gente comune si impossessano di armi ed edifici strategici del governo locale appiccano il fuoco a case e chiese costringendo la gente alla fuga con le pallottole o con le minacce.

Boko Haram ha distrutto oltre 178 chiese in tutta Gwoza e più di 40.000 persone in maggioranza cristiani sono stati costretti a scappare per rifugiarsi a Mubi a Uba e in altre aree.

"La situazione sta sfuggendo di mano. La chiesa non può più sostenere il numero enorme di rifugiati provenienti da diverse parti del nord-est diretti a Mubi" spiega un collaboratore di Porte Aperte impegnato in queste aree pericolose per portare aiuto e supporto ai cristiani locali. I dirigenti locali della chiesa ci ripetono la stessa cosa: "Solo Dio può soccorrerci. Siamo in una situazione molto difficile".
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Somalia: ucciso il capo di Al Shabaab
09-09-2014Somalia

La Somalia è il secondo paese al mondo dove più si perseguitano i cristiani. Uno dei motivi è il gruppo terroristico Al Shabaab. E' stato ucciso il leader e subito è scattata la vendetta contro un convoglio dell'Unione Africana. I cristiani somali vivono la loro fede nella clandestinità mentre quelli del vicino Kenya (specie nelle zone di confine e costiere) tremano per l'aumento di aggressioni e intolleranza nei loro confronti.

Dopo la Corea del Nord la Somalia è il paese al mondo dove più si perseguitano i cristiani e i motivi sono molti ma sicuramente uno di essi porta il nome di Al Shabaab gruppo terroristico islamico affiliato ad Al Qaeda. In questo paese essere cristiani significa essere dei credenti nascosti: di fatto non sono mancati casi di decapitazioni pubbliche di persone scoperte con Bibbie e materiale cristiano.

Sabato scorso Al Shabaab ha confermato che il suo leader Ahmed Godane è stato ucciso da un raid aereo statunitense il primo settembre chiamando vendetta e annunciando inoltre il nome del nuovo leader del gruppo: Ahmad Umar Abu Ubaidah. Sotto la guida di Godane Al Shabaab si è fatto conoscere a livello internazionale in particolare con il tremendo attacco terroristico al centro commerciale Westgate di Nairobi (Kenya) e con altri attacchi sia in Somalia che in Uganda e Kenya. Le comunità cristiane al confine e nelle regioni della costa del Kenya hanno subito ripetuti attacchi negli ultimi tempi perpetrati proprio da questo movimento islamico che come altri sta ampliando il suo raggio d'azione. Il presidente della Somalia Hassan Sheikh Mohamud dopo aver confermato la morte del leader terrorista ha chiamato i membri di Al Shabaad ad unirsi al processo di pace offrendo amnistia a coloro che lasceranno il gruppo: la proposta di pace durerà 45 giorni. Va ricordato che la Somalia vive da anni un'instabilità endemica (anche se negli ultimi tempi si respira un miglioramento) ed è assai divisa al suo interno e che questo governo non è di certo pronto ad accettare qualcosa di diverso di uno stato profondamente islamico: non vedremmo infatti i presupposti per la libertà religiosa in Somalia anche se oggi stesso Al Shabaab fosse smantellato.

In ogni caso ieri lunedì 8 settembre il gruppo terroristico ha lanciato un attacco suicida contro un convoglio delle forze di peacekeeping dell'Unione Africana nei sobborghi di Mogadiscio. La detonazione dell'autobomba ha ucciso 12 civili e ferito 31 persone inclusi 2 soldati. Un portavoce di Al Shabaab ha definito l'attacco una vendetta per l'uccisione del loro leader confermando che continueranno ad aggredire gli obiettivi americani nella regione. Il vicino stato del Kenya è infatti un alleato strategico degli USA motivo per cui questi ultimi intervenngono nella lotta contro Al Shabaab.

In Somalia i cristiani sono costretti alla clandestinità poiché se scoperti potrebbero essere uccisi. Il vicino Kenya che si trova invece al 43° posto della WWList ha visto aumentare gli attacchi contro le comunità cristiane e crescere uno strisciante sentimento anticristiano nelle zone a maggioranza islamica.
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Bhutan: condannati 2 pastori
16-09-2014Bhutan
I due pastori Tandin Wangyal e Mon Thapa sono stati incarcerati e giudicati colpevoli per ragioni legate alla loro fede cristiana. Thapa è stato rilasciato su cauzione ma Tandin vede la prospettiva di restare in prigione per 3 anni e 11 mesi se le cose non cambieranno la settimana prossima durante il ricorso in appello. Chiediamo preghiera per lui e per Thapa per le rispettive famiglie e i credenti in questo paese.

Nel regno buddista del Bhutan i due pastori Tandin Wangyal e Mon Thapa (conosciuto anche come David Lobzang) sono stati incarcerati e giudicati colpevoli per ragioni legate alla loro fede cristiana. Molti di voi li ricorderanno poiché sono stati oggetto delle vostre preghiere e lettere qualche mese fa. Il 5 marzo 2014 infatti Tandin e Thapa sono stati arrestati sospettati di tenere incontri religiosi senza autorizzazione. Dopo alcune settimane di detenzione (e di preghiere da tutto il mondo) il 22 aprile il Procuratore Generale di Thimphu li ha rilasciati accusandoli tuttavia di aver organizzato incontri religiosi non autorizzati di aver mostrato un film (cristiano) privo della certificazione delle autorità che "monitorano" i media e di aver raccolto fondi dall'estero illegalmente.

Il 5 maggio vi è stata la prima udienza in cui i 2 pastori hanno presentato la loro difesa. La seconda udienza ha avuto luogo il 12 maggio e il Procuratore Generale ha presentato un'altra accusa in particolare per Tandin per aver richiesto fondi per uso personale accusa alla quale Tandin ha risposto nella terza udienza del 22 maggio. Porte Aperte aveva seguito la loro vicenda avviando una campagna di lettere e di preghiera in loro favore. Tutti eravamo in attesa della sentenza che purtroppo è stata pesante.

Il pastore Tandin è stato condannato a 3 anni e 11 mesi di reclusione senza diritto al rilascio su cauzione. "Mi stanno consegnando alla polizia per portarmi in prigione" ha scritto in un sms dopo la condanna: "Probabilmente non sarò più in grado di comunicare d'ora in poi". Thapa (o David) è stato invece condannato a 2 anni e 4 mesi con la possibilità di pagare una cauzione di 98.800 Ngultrum (valuta del Bhutan) cioè circa 1260 euro per essere rilasciato.

Tandin presenterà appello la settimana prossima il 22 settembre presso la corte di Samtse (Bhutan del Sud): vi chiediamo preghiere per lui! "Le speranze sono poche" ci dice una fonte locale. "Questa triste sentenza ha veramente scosso tutti quanti. Mia madre e le altre donne della nostra chiesa visiteranno la famiglia di Tandin". Nel frattempo Thapa è stato rilasciato dietro pagamento della cauzione.

Il Bhutan è al 31° posto della WWList. Su una popolazione di 774.000 persone circa il 25% risulta cristiano secondo le ricerche dei nostri collaboratori della WWList. I cristiani bhutanesi vivono con la quotidiana pressione di essere monitorati e forzati spesso a rinnegare la propria fede in una nazione a predominanza buddista. Per questo spesso i pastori tengono i culti in clandestinità.
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Arabia Saudita: prega per i sauditi
23-09-2014Arabia Saudita
Un tempo di preghiera per le difficili condizioni dei credenti in Arabia Saudita. Di seguito alcune notizie che sono anche soggetti di preghiera per questo paese da anni ai primi posti della WWList.

E' un giorno particolare oggi: in molti nel mondo pregano per l'Arabia Saudita (sempre ai primi posti della WWList) e soprattutto per i cristiani di quel paese sostanzialmente costretti a vivere la loro fede in clandestinità. Vi proponiamo una serie di soggetti di preghiera per questa nazione.

Ci sono migliaia di cristiani africani asiatici e occidentali che vivono e lavorano in Arabia Saudita. Molti di questi lavoratori stranieri (specie africani e asiatici) sono esposti a sfruttamento fisico ed economico da parte dei loro datori di lavoro sauditi (moderne forme di schiavitù). Preghiamo per questi uomini e donne stranieri in terra saudita che possano mostrare amore ed essere luce in un paese dove non vi è libertà di fede (se sai l'inglese vedi questo video)

Il 5 settembre scorso la polizia saudita ha fatto irruzione in un incontro di cristiani asiatici nella città di Khafji (confine con Kuwait): circa 30 cristiani sono stati arrestati la maggior parte rilasciati più tardi mentre il pastore e gli anziani solo alcuni giorni dopo. Preghiamo per questi fratelli e sorelle spaventati e sotto pressione.

Preghiamo per i credenti i cui coniugi non sono cristiani. Ci sono musulmani che si avvicinano alla fede cristiana e si trovano davanti al bivio di parlare o meno di questo al proprio coniuge. Alcuni lo fanno e sperimentano opposizioni rigetto e abusi. Preghiamo che loro possano dimostrare un profondo cambiamento e che questo induca i loro cari a voler conoscere di più Gesù (se sai l'inglese vedi questo video).

Riceviamo testimonianze di musulmani sauditi che hanno sognato Gesù e da lì hanno iniziato una ricerca personale. Preghiamo che questi sogni possano aumentare e che sempre più persone possano conoscere Gesù.

Preghiamo per i bambini di cristiani sauditi che crescono in due mondi contrapposti: a scuola imparano l'islam e la cultura della nazione mentre a casa imparano di Gesù e della Bibbia. Se qualcuno viene a conoscenza della fede della loro famiglia possono incorrere in persecuzioni di vario genere.

Pregate per gli ex musulmani convertiti al cristianesimo che possano trovare comprensione e accettazione attorno a loro in particolare dai capo famiglia poiché questi padri musulmani sono coloro che possono fare la differenza per i neocristiani tra l'essere perseguitati o sperimentare un minimo di libertà e accettazione.

"Abbiamo qualche buon contatto con singoli uomini ma è difficile averne con famiglie intere" ci racconta un credente dall'Arabia Saudita. Preghiamo affinché possano esserci famiglie intere unite ad avvicinarci al Vangelo affinché possano essere una testimonianza compatta dell'amore di Gesù nel loro difficile contesto sociale.
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Siria: rimanere per servire
30-09-2014Siria
Da una stima almeno 450.000 cristiani hanno lasciato il paese. Altri rimangono e si prodigano insieme a Porte Aperte a servire la Chiesa siriana come Fathi. Continua la nostra azione diplomatica nelle sedi internazionali.

"Quasi ogni giorno saluto uno della mia chiesa che se ne va" spiega un nostro collaboratore siriano in Siria. Circa il 25% dei cristiani siriani ha lasciato il paese. Questo è un dato che il nostro collaboratore ha raccolto grazie alla rete di leader di chiesa della nostra missione. Non ci sono dati ufficiali a cui attingere per sapere effettivamente quanti siano scappati dal paese quanti siano rifugiati interni (quindi spostatisi solo di zona rimanendo in Siria) e quanti invece siano semplicemente rimasti. Inutile provare ad avere poi una stima dei morti. I dati raccolti dai nostri operatori tengono in considerazione che in alcune zone i cristiani sono stati colpiti più che in altre e dalle risposte pervenuteci si stima appunto un 25% quelli che hanno lasciato la Siria.

Prima della guerra i cristiani in Siria erano l'8% di una popolazione di più di 22 milioni di abitanti: quindi c'erano indicativamente 18 milioni di cristiani (stima in eccesso). Perciò circa 450.000 cristiani secondo dati difficili da stimare sono i cristiani fuggiti a causa di bombe estremismo violenza e fame. Un disastro! Tre milioni di rifugiati siriani solo nelle nazioni confinanti l'IS o ISIS che domina una parte del territorio e centinaia di altri gruppi armati che combattono (oltre alle forze governative).

Ma c'è chi rimane. Chi imbraccia l'amore per opporsi alla violenza. Fathi per esempio ci dice: "No non ho intenzione di lasciare il mio paese". E' un giovane cristiano sulla trentina che sta giocando un ruolo chiave nell'opera di soccorso ai rifugiati interni portata avanti da Porte Aperte. "Ogni giorno vedo coi miei occhi quanto possiamo aiutare le persone". Questo nostro operatore lavora ad Aleppo una città scenario di forti scontri dove regna l'insicurezza con lo spettro IS all'orizzonte. "Naturalmente dall'altro lato c'è la mia famiglia sono preoccupato per le loro vite ma non per la mia. In questi anni il Signore mi ha protetto nel passaggio ai checkpoint e negli spostamenti. Questo mi ha spinto a continuare ma anche vedere quanto possiamo fare realmente la differenza attraverso l'opera che stiamo svolgendo".

Porte Aperte è impegnata sul campo in favore dei cristiani siriani da ben prima della guerra. Ma come molti di voi sanno siamo attivi a livello internazionale per richiamare l'attenzione sulla vulnerabilità dei cristiani in Siria. Abbiamo deciso tramite la nostra base nel Regno Unito di unirci ad altre 38 organizzazioni non governative in una campagna che mira a richiedere una forte azione diplomatica per proteggere i civili siriani dalla guerra. L'idea è quella di riportare i civili cioè le persone al centro del dibattito internazionale (specie in sede ONU) tra tanti allarmi scenari geopolitici e interventi militari vorremmo che non mancasse mai l'attenzione per la persona. Naturalmente l'attenzione è su tutti i civili. Il nostro apporto sarà quello di essere la voce dei civili cristiani doppiamente vulnerabili a causa della loro fede in Cristo in un contesto islamico immerso nel caos. Se vuoi saperne di più vai sul sito (in inglese) www.withsyria.com
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Pakistan: anche i bambini affrontano la persecuzione
07-10-2014Pakistan
La Bibbia ci dice che tutti coloro che seguono Gesù Cristo saranno perseguitati ma è difficile realizzare che anche i bambini possano essere perseguitati... La storia di Mikal ci mostra questa amara realtà.

Mikal (nome cambiato per ragioni di sicurezza) è un bambino di sette anni che vive in Pakistan. Anche se la scuola che frequentava è pubblica l'80% del suo tempo era impegnato negli studi islamici e solo il 20% della sua giornata era occupato da materie come matematica storia o scienze. Inoltre anche nei libri di testo di queste materie era promosso l'islam e in alcuni casi si attaccavano i cristiani e le altre minoranze religiose affermando che di loro "non ci si può fidare".

Oltre che dallo studio del Corano la vita scolastica di Mikal era caratterizzata dal bullismo dei suoi compagni di classe a causa della sua fede cristiana. Gli altri studenti lo isolavano e non aveva neanche un amico. Quasi ogni giorno durante la ricreazione i suoi compagni lo circondavano e lo chiamavano "infedele" o "impuro". Gli dicevano anche che tutti i cristiani sono maiali o scimmie. Così Mikal ha cominciato a credere che ci fosse qualcosa di sbagliato in lui e nella sua fede ed ha iniziato ad essere depresso.

Il bullismo si è esteso ai genitori dei suoi compagni che hanno iniziato ad infastidire la famiglia di Mikal. Anche i talebani numerosi nella sua città sono venuti a sapere dell'esistenza di questa famiglia cristiana e hanno iniziato a minacciarla con il messaggio: "Se non vi convertirete faremo rapire i vostri due figli". Successivamente sono arrivate le minacce di morte per tutta la famiglia.

Il padre di Mikal è stato sul punto di reagire: "Volevo comprare una pistola per difendere la mia famiglia ma ero combattuto perché Gesù ci dice di porgere l'altra guancia". L'unica cosa che poteva fare era chiedere saggezza a Dio.

Il Signore ha ascoltato il suo grido. I talebani non hanno attaccato la famiglia ma il padre di Mikal ha capito che dovevano spostarsi da quella regione. Hanno preso alcune delle loro cose e se ne sono andati per sempre.

Per favore prega per Mikal e per la sua famiglia. Anche se ha solo sette anni questo bimbo ha visto la persecuzione più di quanto molti di noi possano immaginare. Pregate che Dio doni a suo padre la saggezza nel decidere cosa fare per il futuro.
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Nigeria: le ragazze di Chibok
14-10-2014Nigeria (Nord)
Ormai 6 mesi fa i Boko Haram rapivano le ragazze di Chibok. Ricordiamole e preghiamo per loro e le loro famiglie consapevoli che purtroppo non sono le uniche!

Oggi sono esattamente 6 mesi che le ragazze di Chibok sono state rapite dai Boko Haram. Durante la notte del 14 aprile 2014 infatti militanti del movimento terroristico islamico Boko Haram hanno attaccato la scuola secondaria statale di Chibok Borno (Nigeria) e sequestrato più di 250 ragazze. Alcune sono scappate alcune sono morte ma 230 sono semplicemente sparite nelle mani di questi estremisti. Porte Aperte non ha dimenticato queste ragazze e continua a lottare in preghiera per loro e i loro genitori.

"Ci sono molte ragazze rapite oltre a quelle della scuola Chibok... Inizialmente i Boko Haram rapivano le ragazze perché i combattenti non potevano tornare a casa dalle loro mogli. Le ragazze raccontano come sono state violentate ogni giorno settimana dopo settimana. Alcune non sono sopravvissute alla prova. Le ragazze fuggite raccontano storie strazianti di stupri e abusi. Sono traumatizzate e richiedono cure mediche e consulenza. Queste ragazze sono la testimonianza terribile della verità sui rapimenti " conferma il dott. Stephen Davis un religioso australiano che ha trascorso mesi in Nigeria cercando di negoziare il rilascio delle ragazze. Tramite i nostri collaboratori Porte Aperte vuole stare al fianco di queste vittime della follia estremista e ai loro familiari.

Ci sono stati segnalati avvistamenti e il governo continua a rinnovare le promesse di liberare le ragazze presto ma appare chiaro che non sia cosa semplice. A parte il fatto che un tentativo di salvataggio potrebbe essere troppo rischioso i negoziati si sono dimostrati altrettanto complessi. Il gruppo Boko Haram non è compatto trattare con un loro negoziatore non necessariamente porta a qualcosa di concreto.

Da anni ormai Porte Aperte parla dei rapimenti di giovani donne in Nigeria come parte di una precisa strategia di islamizzazione forzata. Al principio anni fa le storie erano quasi troppo crudeli da comprendere e ogni nostra fibra desiderava che i rapporti giunti dal campo non fossero veri. Purtroppo erano e sono veri. Vi chiediamo di pregare per queste ragazze che rimangono nelle mani dei Boko Haram e per le loro famiglie.
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Tanzania: cresce l'intolleranza in alcune aree
21-10-2014Tanzania
Gli eventi internazionali sembrano alimentare l'intolleranza nei confronti dei cristiani ben oltre ai territori scenario delle guerre e degli attentati terroristici. Un gruppo di aggressori non identificati ha ucciso un cristiano e ne ha ferito un altro mentre stavano pregando nella chiesa delle Assemblee di Dio in Bukoba (Tanzania). I cristiani della città ricevono minacce da musulmani che vogliono diminuire la presenza cristiana nell'area.

L'estremismo islamico sta penetrando in aree sempre più ampie in Africa facendo proseliti negli strati sociali più disperati. Mentre erutta la violenza nella Nigeria del Nord riceviamo notizie preoccupanti da vari paesi prima poco presenti nelle nostre informative. Il 9 ottobre scorso un gruppo di aggressori non identificati ha ucciso un cristiano e ne ha ferito un altro mentre questi stavano pregando nella chiesa delle Assemblee di Dio in Bukoba (Tanzania nord-est).

Dioniz Ng'wandu (31 anni) insegnante di scuola media si era unito al pastore Faustine Joseph a un fratello di nome Temistores (25 anni) e a un altro credente (di cui non conosciamo il nome) per un turno (dalle 3 alle 6 del mattino) di una veglia di preghiera organizzata dalla loro comunità. Finito il turno di preghiera il pastore Faustine e l'altro credente si sono allontanati dalla chiesa mentre Dioniz e Temistores sono rimasti a pregare qualche minuto in più. Circa 30 minuti dopo il pastore Faustine è stato informato che un gruppo di aggressori non identificati avevano fatto irruzione nella chiesa uccidendo Dioniz con un oggetto contundente e ferendo gravemente Temistores subito ricoverato all'Ospedale Regionale di Kagera. Quando ha ripreso conoscenza Temistores ha raccontato di ricordarsi solo dei volti mascherati degli aggressori che gli intimavano di non muoversi. Nulla è stato rubato o distrutto dalla chiesa.

Il pastore Faustine ha detto che vari membri di chiesa stanno da tempo ricevendo minacce da musulmani non locali che ora risiedono a Bukoba i quali hanno giurato che faranno di tutto per diminuire il numero di cristiani presenti nell'area. Bukoba è una città di 100.000 abitanti a predominanza musulmana situata sulle rive del Lago Vittoria non molto distante da Kigoma che è considerata un centro per i musulmani più estremisti.

Dioniz vittima di questa crescente intolleranza lascia una moglie Faith e due bambini Michael (4 anni) e John (2 anni). Le autorità locali stanno investigando ma nella comunità cristiana locale serpeggia la paura. Gli eventi internazionali di questi mesi legati ai movimenti estremisti islamici sembrano alimentare con forza l'intolleranza nei confronti dei cristiani ben oltre ai territori scenario delle guerre e degli attentati terroristici.
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India: macroscopiche discriminazioni
28-10-2014India
Il Ministro della Giustizia Sociale in India intende mantenere la forte discriminazione in atto nei confronti dei cristiani più poveri. I cristiani risultano dunque "più intoccabili degli intoccabili".

L'India non dovrebbe estendere gli aiuti per lavoro ed educazione ai cristiani più poveri ha affermato il Ministro della Giustizia Sociale indiano Thavar Chand Gehlot. L'India si dimena ancora tra le pulsioni radicali di parte dell'elettorato e la necessità di un ulteriore progresso anche nel campo dei diritti umani. Le parole del Ministro di Giustizia Sociale Gehlot al giornale Times of India stroncano le speranze di un miglioramento della condizione dei cristiani che fanno parte della classe sociale dei cosiddetti dalit (o intoccabili) i più poveri e vulnerabili del sistema di caste indiano. La richiesta di estendere ai cristiani più poveri gli aiuti in termini di accesso al lavoro e all'educazione che normalmente sono destinati agli indiani indù sikh e buddisti trova il muro di questo ministro ovviamente non solo in questa battaglia ma supportato dall'ala più intransigente del paese.

Vi è una causa in atto per questa forte discriminazione religiosa contro i cristiani (e i musulmani) più poveri che giace nei cassetti della Corte Suprema Indiana. "La Costituzione indiana afferma chiaramente che i cittadini non saranno discriminati per la loro religione" afferma Sunil Raj Philip segretario esecutivo della Commissione sui Dalit del Consiglio Nazionale delle Chiese in India e pastore della Chiesa del Sud India. "Nessuno può scappare dal sistema di caste indiano convertendosi a un'altra religione" continua Sunil Raj.

Si stima che vi siano milioni di cristiani dalit che tengono nascosta alla società la loro fede per paura di perdere l'accesso ai benefici statali per lavoro ed educazione e rimanere senza nulla reietti e addirittura intoccabili per il resto della società. La condizione di dalit decreta l'impossibilità per queste persone di avere o aspirare a un futuro (stiamo parlando dei due terzi dei cristiani indiani ossia decine di milioni di credenti). Sebbene l'India non abbia una religione di stato di fatto l'induismo nacque qui e circa l'80% della popolazione lo pratica. I nazionalisti indù hanno profonda influenza politica e gli attivisti per i diritti delle minoranze in testa quelli cristiani (di cui noi ci occupiamo) non si aspettano miglioramenti nel breve periodo. I cristiani risultano dunque più intoccabili degli intoccabili.
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Nigeria: per ora nessun rilascio delle donne di Chibok
04-11-2014Nigeria (Nord)
In un video Boko Haram nega ogni cessate il fuoco e rilancia lo straziante monito contro i cristiani. Il destino delle ragazze di Chibok è ancora nelle mani di questi terroristi. Il governo nigeriano supportato da altri sembra continuare i negoziati resi difficili dalle fazioni interne e dal contesto sociale e geografico.


"Le abbiamo fatte sposare e sono tutte nelle case dei loro mariti... Le oltre 200 ragazze rapite a Chibok si sono convertite all'islam che confessano essere la migliore religione. I loro genitori o lo accettano e si convertono o possono morire" sono le parole di un uomo che afferma di essere il leader di Boko Haram Abubakar Shekau in un video distribuito ai media alcuni giorni fa. Secondo un rapporto della Reuters il video è stato girato in stile classico Boko Haram ma chi parlava era troppo distante per distinguerne la faccia. Il portavoce ha inoltre negato l'esistenza di un accordo sul cessate il fuoco con il governo. "Chi dice che dialoghiamo o discutiamo con qualcuno? State parlando con voi stessi?" afferma l'uomo nel video. Non c'è stata risposta immediata da parte del governo nigeriano che la settimana scorsa aveva continuato a nutrire la speranza che l'accordo di pace annunciato il 17 ottobre avrebbe retto.

L'insicurezza nel nord-est della Nigeria continua con ulteriori rapimenti di donne e saccheggi così come pare continuino i negoziati con alcuni esponenti dei Boko Haram. Alcuni giorni fa è stata attaccata la città di Mubi (stato Adamawa) sono state uccise decine di persone mentre a migliaia sono state costrette a fuggire; i miliziani hanno rapinato banche bruciato il mercato principale e issato la loro bandiera nera su un palazzo dell'amministrazione locale. Alcune migliaia di cristiani in fuga dagli attacchi di Boko Haram nello stato di Borno meridionale avevano trovato rifugio proprio a Mubi. "Il figlio del capo distretto che è nello staff della magistratura locale è stato decapitato davanti a suo padre" ha riferito Isaac un collaboratore di Porte Aperte. "Oltre 6.000 persone sono state segnalate in fuga da Mubi. Anche le persone che erano negli ospedali hanno dovuto correre per salvarsi la vita! Il nostro personale ha sentito che gli insorti stanno progettando pubbliche amputazioni delle mani. Anche se non siamo stati in grado di confermare questi rapporti indicano le condizioni che dovranno affrontare quelli intrappolati a Mubi. Molti degli sfollati sono fuggiti in Camerun o si sono diretti verso il campo profughi a Yola la capitale dello stato di Adamawa. Ma non si sentono al sicuro perché i Boko Haram si sono vantati di voler attaccare presto anche Yola. Ci sono state minacce di attentati persino al campo profughi spingendo molti a partire per Numan una città a circa 48 km da Yola" spiega ancora il nostro Isaac. "Abbiamo ricevuto diverse chiamate dal campo profughi di Yola che chiedono preghiere affinché Dio intervenga nella loro situazione. Siamo a conoscenza di almeno 16 bambini che hanno perso entrambi i genitori negli attacchi ai villaggi" ha concluso Isaac.

I negoziati devono fare i conti con le fazioni interne ai Boko Haram e col fatto che ad approfittare delle scorrerie dei miliziani sono in molti specie bande criminali o cittadini consenzienti.
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Iraq: non c'è più futuro nella nostra terra
11-11-2014Iraq
Voci direttamente dai campi profughi nel nord dell'Iraq ci presentano una situazione di immani difficoltà. Sempre più vedono la fuga come unica via d'uscita per un futuro.

L'inverno è vicino e migliaia di cristiani iracheni saranno costretti a viverlo in tende e rifugi improvvisati come profughi interni nel loro stesso paese lontani dalle loro case abbandonate in fretta e furia per salvarsi dai miliziani dell'IS. Serpeggia nei campi profughi del nord dell'Iraq un sentimento sempre più diffuso: non c'è più futuro nella nostra terra. "I primi giorni e settimane la gente qui pensava ancora alla propria casa. Ma ora dopo mesi di vita in queste condizioni molti hanno perduto questo sentimento. Sanno che le loro case sono state saccheggiate ma non solo dai miliziani dell'IS" afferma un operatore di un campo profughi allestito in una chiesa. "Sanno che molte delle loro proprietà sono state rubate da persone comuni che vivono nei villaggi vicini. Questo distrugge ogni speranza di ritorno. Le comunità sono state distrutte dall'interno" conclude sconsolato.

"Esiste una soluzione veloce" ci racconta Rajih responsabile di un campo profughi con 350 famiglie (80% cristiane) allestito sui piani alti di un grande centro commerciale vicino al centro storico di Erbil (nord Iraq). "La soluzione più veloce è scappare tutti da qui!". Nelle sue parole non vi è solo una provocazione ma il disperato affanno di aver a che fare ogni giorno con tutta questa ingiustizia e miseria. Una giovane donna fuggita da Qaraqosh a inizio agosto di nome Jala ci dice: "Prima abbiamo vissuto in tende poi in un edificio in costruzione. Ora ci siamo spostati in un appartamento fuori Erbil ma è troppo costoso per noi e siamo tutti senza lavoro". Questi profughi infatti sono di lingua araba vengono dalla pianura di Ninive e ora si trovano nel nord Iraq il Kurdistan dove si parla curdo una lingua completamente diversa. "Se vogliamo lavorare dobbiamo parlare curdo ma noi parliamo arabo. E gli affitti sono troppo costosi per noi" ripetono in molti disperati e impotenti.

Nasir un giovane cristiano iracheno padre di due bimbi non è d'accordo con chi dice di lasciare l'Iraq: "Dio ci vuole qui e noi staremo qui. Ma molte famiglie che conosciamo non vedono futuro per loro e i loro bambini". Nasir si muove con la sua auto nel cui specchietto retrovisore interno capeggia una piccola croce: è fiero della propria fede in essa ritrova il senso di tutta questa afflizione e la forza per affrontarla. Youssef invece un altro rifugiato interno scappato da Qaraqosh ci spiega che non vede come potrebbe tornare a casa sua in queste condizioni: "Prima l'intera Mosul deve essere liberata dall'IS".

La situazione in Iraq è allarmante; questo paese si sta dissolvendo. Molti cristiani iracheni stanno perdendo la speranza di poter ritornare alle loro case; il loro fondi personali si esauriscono e opportunità di lavoro non ce ne sono nelle zone dove sono fuggiti. Grazie al vostro aiuto vogliamo continuare a soccorrerli e a permettere loro di affrontare questo inverno con maggiori speranze.
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Iran: arresti e condanne nell'era Rouhani
18-11-2014Iran
Vi aggiorniamo sulla situazione di alcuni cristiani iraniani arrestati. Continuiamo a pregare per la situazione in Iran e per le opposizioni che sperimenta la chiesa in questo paese.

Dai cristiani iraniani riceviamo continui ringraziamenti per le preghiere per i credenti in carcere. Il 2014 non è un anno facile per i cristiani iraniani. Ecco alcuni aggiornamenti importanti su alcuni fratelli. Siamo contenti che il 10 novembre scorso sia stata concessa la libertà condizionata a Homayoun Shokouhi mentre chiediamo preghiere per Masoud Rezai chiamato a presentarsi in carcere per scontare una sentenza di 5 anni. Cosa hanno commesso questi fratelli?

Ebbene Homayoun sua moglie Fariba e suo figlio Nima erano tra i 7 credenti arrestati a Shiraz l'8 febbraio 2012 quando la loro riunione di preghiera era stata interrotta da un'irruzione delle autorità. In un altro luogo un altro membro di questa chiesa in casa era stato arrestato in contemporanea segno che si trattava di un raid premeditato contro questo gruppo di cristiani. A giugno 2012 gli 8 arrestati erano stati trovati colpevoli di "partecipare a una chiesa in casa diffondere il cristianesimo avere contatti con organizzazioni straniere fare propaganda contro il regime e turbamento della sicurezza nazionale" (accuse usate spesso contro i cristiani). Homayoun e altri 3 erano stati condannati a 3 anni e 8 mesi di prigione. Un altro Mohammad-Reza era stato rilasciato con la condizionale.

Grazie al ricorso in appello alla corte di Shiraz Homayoun è stato rilasciato in libertà condizionata dopo aver già scontato 2 anni e 8 mesi di detenzione nel carcere Adel-Abad. Di quel gruppo rimangono ancora in carcere Mojtaba e Vahid.

In un altro raid simile 9 membri della Chiesa dell'Iran erano stati arrestati a Shiraz nell'ottobre 2012. Uno fu subito rilasciato gli altri furono condannati a sentenze che andavano da 1 a 6 anni di prigione (una di queste fu poi stralciata). Rigettato l'appello del marzo 2014 quattro di loro (Shahin Mohammad Suroush e Mehdi) hanno iniziato a scontare la loro pena. Il 9 novembre come anticipato Masoud Rezai si è dovuto presentare in carcere per iniziare a scontare 5 anni. Anche gli altri 2 fratelli condannati Eskander e Bijan a breve dovranno fare lo stesso. Preghiamo per questi fratelli e per tutti i cristiani iraniani.
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Colombia: 10 nuovi battezzati al centro per bambini
25-11-2014Colombia
Nonostante la situazione rimanga piuttosto tesa fra governo e gruppi rivoluzionari armati e la persecuzione per i cristiani indigeni non accenni a diminuire la notizia di 10 ragazzi battezzati nel centro per bambini gestito dalla nostra organizzazione non può che rallegrarci!

Dopo quasi 50 anni di guerra civile e circa 2 di negoziazioni fra governo colombiano e gruppi armati appartenenti alle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane) il processo di pace sembra essere di nuovo ad un punto morto. Infatti è di 5 giorni fa (20 novembre 2014) la notizia che il Presidente Colombiano Juan Manuel Santos ha voluto interrompere ogni dialogo di pace con le FARC a seguito del rapimento di un generale dell'esercito Ruben Alzate da parte della guerriglia.

Ma questo è solo uno dei motivi di preoccupazione per i cristiani indigeni colombiani! Come potete leggere nel profilo dedicato a questa nazione sul nostro sito quella della guerriglia è solo una parte delle fonti di persecuzione che colpiscono i cristiani in questo bellissimo paese del Sud America.

I gruppi paramilitari sia rivoluzionari che anti-rivoluzionari e i narcotrafficanti vivono in Colombia un contesto di impunità e regnano in modo quasi incontrastato su alcune zone della nazione. Di fronte alla violenza e all'illegalità i cristiani rappresentano per il loro modo di vivere coerente con gli insegnamenti dell'Evangelo un antagonista diretto alle organizzazioni criminali.

Un'altra fonte di persecuzione per i cristiani appartenenti alle tribù indigene è quella derivante dall'antagonismo tribale. Quando qualcuno si converte al cristianesimo all'interno di molti gruppi etnici indigeni viene totalmente escluso dai servizi sociali di base e subisce talvolta torture prigione e sfollamento.

In questo quadro poco rassicurante emerge però una realtà meravigliosa. E' quella del centro per bambini gestito dalla nostra organizzazione grazie al contributo dei nostri sostenitori. Qui i figli di molti cristiani che sono perseguitati in tutto il paese vengono accolti istruiti e aiutati a crescere sia fisicamente che nella conoscenza del Signore Gesù. Ed è quindi con gioia immensa che possiamo raccontarvi che 10 di questi ragazzi hanno fatto una scelta di vita e hanno deciso di testimoniare con il battesimo di voler diventare dei cristiani dei nuovi discepoli di Gesù! Preghiamo che Dio li sostenga nel percorso che stanno iniziando!
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Nigeria: ragazze di Chibok usate come kamikaze?
02-12-2014Nigeria (Nord)
L'escalation di attacchi e colonizzazione in atto nel nord della Nigeria continua senza sosta. Voci non confermate dicono che i Boko Haram starebbero utilizzando per gli attentati suicida alcune delle ragazze rapite a Chibok. Facciamo il punto riportandovi solo i più recenti attentati. La comunità cristiana del nord-est del paese è allo stremo.

L'escalation di attacchi e vera e propria colonizzazione in atto nel nord della Nigeria continua senza sosta. L'avanzata dei Boko Haram ha subito un'ulteriore accelerazione denotando la complessità della strategia del terrore in atto. Solo ieri mentre svariati attacchi venivano eseguiti a Damaturu (capitale dello stato di Yobe) 2 attentatori suicida si facevano esplodere in un mercato affollato di Maiduguri (capitale dello stato di Borno): a quanto pare sarebbero state 2 ragazze a farsi esplodere uccidendo almeno 6 persone e ferendone 40. Voci non confermate circolano circa il fatto che i Boko Haram starebbero utilizzando per gli attentati suicida proprio alcune delle ragazze rapite a Chibok ma ripetiamo non ne abbiamo conferma: ciò che rimane concreto e reale è che le famiglie di queste povere ragazze aggiungono dolore a dolore ricevendo queste notizie non sicure.

Un attentato simile aveva ucciso 78 persone qualche giorno prima (il 25 novembre) mentre in scontri di questi giorni almeno 30 miliziani dei Boko Haram sarebbero stati uccisi dalle forze governative. Nel frattempo il gruppo terroristico sta letteralmente conquistando alcune città nel sud dello stato di Borno autoproclamando il califfato. Dalle città sotto assedio giungono informazioni frammentate; in alcuni casi le forze governative hanno la meglio ma in molti altri no. A Shani (Borno) dozzine di persone sono state uccise dai terroristi a cavallo di motociclette i quali hanno dato alle fiamme case e un paio di edifici pubblici. Hanno poi fatto il giro del mondo le immagini dell'attentato alla moschea centrale di Kano il cui leader islamico si era più volte espresso contro le follie dei Boko Haram: le decine e decine di morti (anche bambini) rappresentano un nuovo fronte della strategia di questi terroristi.

Purtroppo la lista potrebbe continuare lunghissima solo prendendo in considerazione il mese appena concluso di novembre. La Nigeria se nel sud a maggioranza cristiana vive una relativa pace nel nord si vede sconvolta da questa follia colonizzatrice dei Boko Haram e purtroppo dei tanti sostenitori e approfittatori che gravitano attorno a questo movimento islamico. Il governo non riesce ad arginare la sua avanzata. I cristiani sono uno degli obiettivi primari e sempre più martiri si aggiungono alla memoria di questo paese.
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Corea del Nord: non dimentichiamoli
09-12-2014Corea del Nord
Persiste il folle regime dei Kim. Sono migliaia i cristiani incarcerati. Porte Aperte aiuta sia nel paese che fuori. Vi chiediamo continue preghiere per questa difficile e pericolosa opera tra i nordcoreani.

Kim Jong-Un possiede un enorme esercito di schiavi. Centinaia di migliaia di persone sono imprigionate nei suoi campi di lavoro forzato al completo servizio degli interessi del regime con zero diritti umani. Tra loro ci sono migliaia di cristiani incarcerati per la loro fede in Gesù. Alcuni permangono in questi campi di concentramento (per dimensioni alcuni sono più grandi dei famosi campi nazisti di Auschwitz-Birkenau) per meno di un anno altri per decadi altri ancora fino alla morte.

Nell'opera sul campo Porte Aperte incontra di continuo ex prigionieri di questi campi come il fratello Chin-Hwa sostenuto finanziariamente dopo la sua fuga o la sorella Jun giunta alla fede in una delle nostre case sicure in Cina dopo la sua fuga dalla Corea del Nord. Abbiamo aiutato Jun con cura pastorale seminari biblici e supporto finanziario e quando poi è tornata nella sua terra per diffondere la Buona Novella è stata arrestata: una volta rilasciata è fuggita nuovamente in Cina e l'abbiamo rivista con gioia. Abbiamo fatto lo stesso con Eun-Jeong poi arrestata all'inizio di quest'anno: oggi preghiamo per lei affinché possa uscire da quell'incubo presto.

C'è chi sostiene che si sia di fronte a un intero popolo reso schiavo vista la cronica mancanza di libertà fondamentali. Quel che tuttavia è certo è che i cristiani devono tenere la loro fede segreta se vogliono poterla vivere. Porte Aperte si occupa di loro distribuendo cibo medicine vestiti e beni di prima necessità aiutando i leader con la distribuzione di libri e materiale di studio creando programmi radio e provvedendo educazione biblica per i rifugiati in Cina. Tutto ciò è svolto nel segreto e sotto enorme pressione e dobbiamo ringraziare Dio per i frutti. Vi è infatti una chiara consapevolezza in molti cristiani nordcoreani riguardo il loro futuro: quando finalmente le frontiere del loro paese si apriranno saranno chiamati a portare il Vangelo nei luoghi ove ancora non è possibile parlare di Cristo. "Ci sono molti ostacoli nel nostro quotidiano; ma noi abbiamo Gesù che è la via la verità e la vita. Per questo non dobbiamo preoccuparci o essere scoraggiati. Stiamo percorrendo la via verso il Padre celeste. Questa via è un glorioso e sacro viaggio con Gesù. Combattiamo dunque il buon combattimento della nostra fede e afferriamo la vita eterna a cui siamo chiamati. Stiamo pregando con fede per tutti i credenti fuori dal nostro paese" ci riporta uno dei nostri contatti interni al paese.

Vi chiediamo continue preghiere per questa difficile e pericolosa opera tra i nordcoreani.
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Iran: due cristiani rilasciati!
16-12-2014Iran
Vi sono decine di cristiani nelle carceri iraniane a causa della loro fede. Ma oggi ci rallegriamo del rilascio di Reza e Abdolreza che non dovranno scontare i 6 anni di reclusione comminati dalla precedente sentenza.

Vi sono decine di cristiani nelle carceri iraniane a causa della loro fede. Oggi vi riportiamo una buona notizia che ci giunge direttamente da questo paese difficile per i cristiani: sono stati rilasciati Abdolreza (Matthias) Haghnejad e Reza (Silas) Rabbani due fratelli accusati formalmente il 20 ottobre scorso di "azioni contro la sicurezza nazionale" e "creazione di una rete per abbattere il sistema" tipiche accuse utilizzate contro i cristiani per ridimensionare o eliminare il fenomeno della diffusione del cristianesimo nella Repubblica Islamica.

Assieme al pastore Behnam Irani (a cui alcuni di voi hanno inviato lettere) Reza e il pastore Abdolreza tutti membri del movimento della "Chiesa di Iran" erano stati giudicati colpevoli con una sentenza di ben 6 anni di prigione da scontare in un carcere di una zona remota dell'Iran. In seguito agli appelli in tribunale del 24 novembre e 9 dicembre scorsi le accuse contro Reza e il pastore Abdolreza sono decadute e quindi sono stati liberati. Reza diacono della chiesa era stato arrestato a Karaj in 5 maggio 2014 e maltrattato violentemente durante gli interrogatori. Il pastore Abdolreza invece era stato arrestato la prima volta nel maggio 2011 ma le accuse erano decadute; nei mesi e anni successivi aveva dovuto subire frequenti convocazioni delle autorità durante le quali era stato più volte pesantemente maltrattato oltre che minacciato. Il 5 luglio 2014 infine era stato detenuto in seguito all'arresto di altri membri della sua chiesa.

Secondo una fonte vicina ai due rilasciati questi sono dei casi evidenti in cui l'indignazione internazionale e le campagne di lettere e di attenzione mediatica hanno giocato un ruolo essenziale nel loro rilascio. Non sempre funziona così (ci teniamo a dirlo) poiché a volte maggiore attenzione non porta a buoni risultati. Ma oggi ci rallegriamo del rilascio di Reza e Abdolreza. Chiediamo preghiera e vicinanza per il pastore Behnam Irani (che rimane in carcere) e per tutti gli altri prigionieri a causa della loro fede che possano essere trattati con rispetto e dignità e che tutti possano sperimentare di nuovo la libertà.
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Siria: al loro fianco
23-12-2014Siria
In Siria grazie a voi Porte Aperte c'è. Nel corso del 2014 circa 9.000 famiglie al mese sono state sostenute con beni di prima necessità. La qualità del nostro intervento deriva dal fatto che Porte Aperte era già presente prima della guerra.


In Siria l'emergenza è continua. E Porte Aperte grazie al vostro supporto c'è. Nel corso del 2014 circa 9.000 famiglie al mese sono state da noi sostenute con beni di prima necessità. Ma la nostra presenza in Siria risale a ben prima di questa devastante guerra civile e dell'avanzata dell'IS.

A proposito di questo il 2003 fu un anno particolare poiché le chiese in Siria si trovarono migliaia di rifugiati iracheni bussare alle loro porte in cerca di aiuto dopo l'inizio della cosiddetta seconda guerra del Golfo. Decidemmo di rispondere alla richiesta di maggior coinvolgimento delle chiese siriane. "Iniziammo anche a sostenere le chiese con distribuzione di Bibbie e materiale cristiano oltre che con seminari formativi" ci racconta Roger (pseudonimo) un nostro storico collaboratore in loco. "Nessuno poteva sapere cosa sarebbe successo in Siria di lì a qualche anno. Oggi nel mezzo di questo conflitto vediamo quanto furono essenziali quegli anni per costruire una rete di relazioni e collaborazioni fidate con molte chiese nel paese". Fu chiaro sin dai primi momenti di questo conflitto che all'orizzonte giungeva una tempesta di proporzioni impensabili. "Decidemmo di camminare fianco a fianco con i cristiani siriani con un approccio olistico: dunque non dando solo cibo e beni di prima necessità ma investendo anche nella distribuzione di Bibbie e materiale cristiano e in molti tipi di seminari formativi in svariati campi" continua Roger. Profughi interni e dall'Iraq vittime di orrori indicibili famiglie intere in fuga e private di ogni avere bombardamenti e scempi di ogni tipo il popolo siriano in breve si è trovato in un inferno in terra. 45 mesi di guerra più di 200.000 persone uccise stime parlano di oltre un milione di feriti mentre secondo l'UNHCR circa 33 milioni di siriani sono fuggiti come profughi nelle nazioni vicine.

"Mia figlia è nata in questa tenda ed è morta poco dopo. Non potrete incontrarla perché non tornerà mai più. Si chiamava Arwa e vi sareste sicuramente innamorati di lei. Non ho una sua foto il mondo non sa che è esistita. Tutti noi siriani siamo diventati dei numeri numeri che diminuiscono e aumentano" afferma Alexa una madre devastata dalla morte della figlia di 4 mesi uccisa dal freddo persistente nelle tende del campo profughi dove erano alloggiati. Anche questa è la Siria oggi.

"Riesco a vedere come il nostro lavoro insieme stia facendo la differenza" ci racconta Fathi da Aleppo. "Dobbiamo andare avanti. Sono così felice di vedere lavorare fianco a fianco cristiani di diverse denominazioni e chiese". Prepariamo queste persone a lavorare con i bambini in contesti così duri a scoprire i traumi dei più piccoli e degli adulti così come a gestire al meglio i soccorsi materiali. Le chiese hanno deciso di non aiutare solo i cristiani ma di mostrare l'amore di Gesù aiutando anche musulmani e chiunque altro abbia bisogno. E molti rimangono profondamente toccati da questo esempio. "Molti cristiani hanno lasciato il paese" ci ricorda Roger. Al contempo però ci sono chiese gremite di nuove persone durante i servizi.

Nel 2015 Porte Aperte continuerà a rimanere al fianco dei cristiani siriani offrendo aiuti seminari e distribuzione di materiale cristiano. Ci siamo e non abbiamo intenzione di andarcene.
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Celebrare la fedeltà di Dio
30-12-2014

Il 2014 è stato un anno difficile per la Chiesa perseguitata. La persecuzione contro i cristiani è cresciuta occupando i titoli principali dei media mondiali. La guerra civile in Siria l'avanzata dello Stato Islamico in Iraq l'offensiva massiccia dei Boko Haram in Nigeria e degli Al-Shabaab tra Somalia e Kenya ma anche l'instabilità mediorientale e dell'Africa subsahariana così come la recrudescenza di sentimenti anticristiani in Asia sono tutti fenomeni negativi che sconvolgono la vita quotidiana di milioni di cristiani nel mondo.

Ma il 2014 è stato un anno importante anche per come Porte Aperte insieme a tutti voi ha risposto a questa crescita della persecuzione stando al fianco di coloro che soffrono a causa di Cristo. E nel celebrare la fedeltà del nostro Signore dunque vogliamo anche ringraziare tutti voi per la vostra.

Il 2015 sarà un anno particolare: Porte Aperte Internazionale compirà 60 anni un'occasione perfetta proprio per ringraziare Dio della sua fedeltà e per guardare avanti. In Italia Porte Aperte cambierà direttore a partire dal 1 gennaio 2015: Lino Cavone dopo 25 anni di direzione lascerà la guida della missione a Cristian Nani. Tutto ciò mentre la persecuzione cresce e la Chiesa soffre ma non solo resiste bensì prospera in modi umanamente incomprensibili e diffonde il messaggio di Cristo con rinnovata forza.

Affrontiamo tutto questo con la stessa aderenza al nostro mandato e ai valori fondanti di questa missione coscienti che le sfide saranno sempre tante e nuove ma consapevoli anche che il nostro Dio sarà sempre lo stesso unico e fedele.

Grazie per i vostri doni per le vostre preghiere per il vostro incoraggiamento incessante.

Dio possa benedirvi tutti.